Femminicidio a Roma: Manuela Petrangeli uccisa dall’ex compagno

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Femminicidio a Roma: Manuela Petrangeli uccisa dall’ex compagno

Un altro femminicidio sconvolge la Capitale. Manuela Petrangeli, fisioterapista di 50 anni, è stata uccisa a colpi di fucile dall’ex compagno Gianluca Molinaro, 53enne con precedenti per stalking. L’omicidio è avvenuto il 4 luglio, in pieno giorno, nel quartiere Portuense. La donna era appena uscita dal lavoro e si stava dirigendo verso l’auto per andare a prendere il figlio di 9 anni quando l’assassino l’ha raggiunta e freddata con un fucile a canne mozze.

Femminicidio a Roma: Manuela Petrangeli uccisa dall’ex compagno

Una storia di violenza e sopraffazione

Molinaro e Petrangeli si erano lasciati circa tre anni fa, ma l’uomo non aveva mai accettato la fine della loro relazione. La perseguitava con telefonate, messaggi e appostamenti, tanto che la donna era stata costretta a denunciarlo per stalking. Lo scorso anno, il Tribunale aveva emesso un provvedimento di divieto di avvicinamento che però non è stato sufficiente a salvarle la vita.

Un dolore immenso e una rabbia che non si placa

Manuela Petrangeli era una donna solare e altruista, molto amata da tutti. La sua morte lascia un vuoto incolmabile nella sua famiglia e tra i suoi amici. Il figlio, ancora piccolo, dovrà ora affrontare la vita senza la sua mamma.

Una strage senza fine

L’omicidio di Manuela Petrangeli è l’ennesimo femminicidio che si aggiunge alla tragica conta di donne uccise per mano di uomini che dicono di amarle. Solo nel 2023 in Italia sono state uccise 315 donne, mentre dall’inizio del 2024 ne sono già state uccise 108. Numeri che fanno rabbrividire e che evidenziano l’urgente necessità di una svolta nella lotta alla violenza contro le donne.

Serve un impegno concreto da parte di tutte le istituzioni

Non bastano più le parole di condanna e i minuti di silenzio. Occorre mettere in campo azioni concrete per prevenire i femminicidi e per tutelare le donne vittime di violenza. C’è bisogno di maggiori risorse per i centri antiviolenza, di percorsi di recupero per gli uomini maltrattanti e di una campagna di sensibilizzazione capillare che coinvolga tutta la società.

Solo con un impegno corale e costante sarà possibile estirpare il male della violenza contro le donne e costruire un futuro in cui ogni donna possa vivere libera e sicura.

Oltre al dolore per la perdita di Manuela Petrangeli, la rabbia per l’ennesimo femminicidio deve spingerci a mobilitarci e a lottare per un mondo in cui questo orrore non abbia più spazio.

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