Germania, tra metastasi völkisch e il terremoto elettorale

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Germania, l’ombra lunga dell’estremismo: tra metastasi völkisch e il terremoto elettorale del 20 settembre

C’è un’infezione che non si vede, ma cresce, insinuandosi silenziosa e costante nel tessuto della Germania democratica. Avanza lontano dalle luci delle metropoli, nelle campagne dimenticate dell’Est, tra villaggi isolati, scuole di provincia, associazioni culturali e perfino comunità religiose. Non sbandiera sempre simboli d’odio, ma diffonde idee. Concetti che la storia moderna considerava sepolti per sempre — la supremazia etnica, il culto della purezza della terra, l’antisemitismo e una rigida gerarchia biologica tra esseri umani — riaffiorano oggi sotto forme inedite.

Germania, tra metastasi völkisch e il terremoto elettorale

Dietro la facciata rassicurante dell’agricoltura biologica o dei progetti pedagogici alternativi si nasconde un universo inquietante: quello delle comunità völkisch, dei neonazisti “ecologisti” e dei nostalgici del Reich. Famiglie che crescono i figli in fattorie isolate, li avviano a campi estivi di addestramento paramilitare e coltivano il sogno eversivo di un nuovo ordine etnico. Non si tratta più di una frangia folkloristica o marginale. È un progetto sistematico di conquista del potere “dal basso”, fatto di presenza capillare nel territorio, riscrittura della memoria storica e progressiva infiltrazione delle istituzioni locali.

La metamorfosi di AfD e il logoramento democratico

Il braccio politico e il principale vettore istituzionale di questa galassia è Alternative für Deutschland (AfD). Nata nel 2013 come movimento di professori euroscettici e conservatori, AfD ha attraversato una radicale mutazione ideologica, assorbendo le istanze più estreme del nazionalismo e le categorie teoriche della Nuova Destra. Oggi il partito è classificato dal BfV (i servizi di intelligence interni tedeschi) come un’organizzazione sotto osservazione per tendenze antidemocratiche ed eversive.

AfD rappresenta il punto di saldatura perfetto tra la rispettabilità parlamentare e l’estremismo extraparlamentare. E dove questa narrazione attecchisce, la democrazia entra in debito d’ossigeno. Chiunque tenti di opporsi — maestri elementari, pastori evangelici, giudici, sindaci di provincia — si ritrova spesso isolato, bersaglio di minacce, intimidazioni e aggressioni fisiche. È il logoramento silenzioso di uno Stato di diritto che si scopre vulnerabile proprio nel suo cuore pulsante.

Il terremoto elettorale del 20 settembre 2026

I nodi di questo scontro profondo sono venuti al pettine con i risultati delle elezioni regionali del 20 settembre 2026, una giornata che ha segnato un vero e proprio terremoto per la politica federale.

Nei due voti simultanei si sono manifestate le due anime di una Germania spaccata e polarizzata:

  • Il trionfo della sinistra a Berlino: Nella capitale, Die Linke guidata da Elif Eralp ha scritto la storia, diventando il primo partito con il 25,8% dei consensi. Un sorpasso netto ai danni della CDU del sindaco uscente, crollata al 20%, e con una SPD precipitata al suo minimo storico (12%).
  • L’exploit di AfD nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore: Nel Land nord-orientale affacciato sul Baltico, AfD ha conquistato il primo posto sfiorando il 38% dei voti (37,8%), staccando la SPD al 36,3% e riducendo la CDU a un irrilevante 5,1%.
PartitoBerlino (2026)Meclemburgo-Pomerania (2026)
Die Linke25,8% (1° partito)6,2%
AfD13,5%37,8% (1° partito)
CDU20,0%5,1%
SPD12,0%36,3%

Il Cancelliere Friedrich Merz (CDU) ha dovuto ammettere senza mezzi termini la gravità della situazione, definendo l’esito in Pomerania «un disastro» e assumendosi la responsabilità della débâcle. Di contro, la leader di AfD, Alice Weidel, ha colto l’occasione per chiedere ad alta voce le dimissioni di Merz, proclamando AfD come la forza egemone del Paese e pretendendo di abbattere il Brandmauer (il cordone sanitario) che finora ha impedito le alleanze con la destra radicale.

Le ripercussioni per l’Italia e l’Unione Europea

Ciò che accade a Berlino e nei Länder orientali non rimane quasi mai confinato entro i confini tedeschi. La crisi della Germania democratica e la progressiva normalizzazione delle forze eversive inviano scosse di assestamento dirette anche verso l’Italia e l’intero equilibrio europeo:

  1. Riorientamento delle alleanze europee: L’avanzata elettorale di AfD galvanizza le correnti più sovraniste ed euroscettiche del panorama politico italiano, alterando gli equilibri all’interno delle famiglie politiche del Parlamento Europeo e complicando la ricerca di mediazioni su temi chiave come la transizione ecologica e il patto di stabilità.
  2. Impatti economico-commerciali: L’Italia ha nella Germania il suo primo partner commerciale, con la catena di fornitura manifatturiera (specialmente nel Nord Italia) strettamente integrata con l’industria tedesca. Una Germania politicamente paralizzata, divisa da tensioni sociali e guidata da spinte protezionistiche rischia di frenare la ripresa dell’intero settore industriale italiano.
  3. Pressione sulle politiche migratorie: Il successo della retorica radicale di AfD spinge anche i partiti tradizionali tedeschi a irrigidire i controlli alle frontiere intrateco-comunitarie, minando la libera circolazione dell’area Schengen e scaricando sui paesi di primo approdo come l’Italia la gestione dei flussi migratori.

La parabola tedesca dimostra come la radicalizzazione non avvenga da un giorno all’altro con un colpo di mano, ma attraverso un lento ed efficace lavoro di erosione culturale e territoriale. Se la democrazia più solida, ricca e istituzionalizzata d’Europa scopre di essere così vulnerabile all’estremismo, la lezione è chiara per tutti: la guardia non può essere abbassata da nessuna parte.

Germania, tra metastasi völkisch e il terremoto elettorale

📚 Tre letture essenziali per capire l’estremismo, la paura e la democrazia sotto attacco

Per comprendere le radici della radicalizzazione e i meccanismi che minacciano le democrazie europee, ecco tre libri imprescindibili pubblicati in italiano:

📘 1. La peste. Indagine sulla destra in Germania

Autore: Tonia Mastrobuoni

Di cosa parla: Corrispondente da Berlino per la Repubblica, l’autrice mappa dall’interno la galassia dell’estrema destra tedesca. Dalle fattorie ecologiste-völkisch nelle campagne del Meclemburgo ai raduni musicali neonazisti, dai complotti nei corpi deviati della polizia fino ai corridoi del Bundestag occupati da Alternative für Deutschland, l’inchiesta ricostruisce il volto invisibile e capillare dell’estremismo.

👉 Perché leggerlo: È la radiografia più documentata e inquietante scritta in italiano sull’infiltrazione eversiva in Germania. Mastrobuoni racconta le storie di chi resiste — giudici, maestri, sindaci — e dimostra come la minaccia non sia un fenomeno folkloristico, ma un piano strategico di conquista dal basso.


📙 2. Shock da libertà. La Germania, l’Est e l’ascesa dell’estremismo

Autore: Ilko-Sascha Kowalczuk

Di cosa parla: Storico e saggista tedesco nato nella DDR, Kowalczuk analizza le radici profonde del malessere che travaglia i Länder orientali della Germania. Il libro esplora il trauma della Riunificazione, il senso di alienazione economica e culturale vissuto dai cittadini dell’Est dopo il 1989 e come la repentina transizione al capitalismo abbia creato un terreno fertile per l’estremismo di destra e la sfiducia nelle istituzioni liberali.

👉 Perché leggerlo: Offre la chiave di lettura storica e sociologica per capire perché regioni come il Meclemburgo-Pomerania Anteriore, la Sassonia o la Turingia siano diventate la roccaforte elettorale di AfD. Senza comprendere lo “shock” della caduta del Muro, non si può comprendere il risentimento che alimenta il voto estScope.


📕 3. Contro la paura. Manifesto per una sicurezza democratica

Autori: Carlo Bonini e Franco Gabrielli

Di cosa parla: Frutto del confronto tra il giornalista d’inchiesta Carlo Bonini e l’ex Capo della Polizia e dei servizi segreti Franco Gabrielli, il volume affronta il tema di come la paura — sociale, identitaria, economica — venga strumentalizzata dalle forze populiste e radicali. Il libro propone un’idea alternativa di sicurezza che non ceda alla tentazione autoritaria o alla demagogia, ma difenda i valori della Costituzione e dello Stato di diritto.

👉 Perché leggerlo: Amplia lo sguardo oltre i confini tedeschi, offrendo una riflessione cruciale sulla tenuta delle democrazie occidentali, compresa quella italiana. Risponde alla domanda fondamentale: come può uno Stato democratico proteggersi dalla radicalizzazione e dall’odio politico senza tradire le proprie libertà fondamentali?


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