Franco Di Mare: Un ricordo vivido di passione, eleganza e ironia
Franco Di Mare: Un ricordo vivido di passione, eleganza e ironia
Il 17 maggio 2024 ci ha lasciato Franco Di Mare, un giornalista d’altri tempi, capace di raccontare i fatti con la passione di un testimone oculare e l’eleganza di uno scrittore. La sua ironia tagliente era un’arma contro le ingiustizie e il suo sorriso contagioso un balsamo per le ferite del mondo.
Un inviato speciale nelle zone di guerra
Nato a Napoli nel 1955, Di Mare ha dedicato la sua vita al giornalismo, diventando un volto noto del Tg3 e un inviato speciale apprezzato in tutto il mondo. Ha raccontato con coraggio e senza retorica i conflitti più cruenti del nostro tempo, dalla Bosnia alla Somalia, dall’Iraq all’Afghanistan.
L’angelo di Sarajevo
E’ stato proprio durante la guerra in Bosnia che Di Mare ha guadagnato il soprannome di “angelo di Sarajevo”. Per 100 giorni consecutivi, nel 1992, ha trasmesso dal cuore della città assediata, rischiando la vita per portare al mondo le voci di chi soffriva. Le sue cronache, sempre obiettive e mai sensazionalistiche, gli sono valse numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Ischia e il Premio Saint Vincent.
Oltre il giornalismo: un intellettuale e un divulgatore
Ma Di Mare non era solo un grande giornalista, era anche un intellettuale e un divulgatore appassionato. Ha scritto diversi libri, tra cui “Sarajevo, 100 giorni” e “Un mesotelioma, un tumore molto cattivo”, in cui ha raccontato le sue esperienze con la malattia che lo ha portato via.
Un esempio da seguire
Franco Di Mare ci ha lasciato un’eredità preziosa: il suo esempio di giornalismo libero e coraggioso, la sua passione per la verità e il suo impegno per la giustizia. Un esempio da seguire per tutti coloro che credono nel potere della parola e nell’importanza di raccontare il mondo con onestà e integrità.

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