Diritto di prelazione dell’inquilino in caso di vendita dell’immobile

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Vigente ancora il diritto di prelazione dell’inquilino in caso di vendita dell’immobile?

Sì, il diritto di prelazione dell’inquilino in caso di vendita dell’immobile è ancora vigente in Italia. È previsto dalla Legge 392/1978, che disciplina i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo.

In particolare, l’articolo 38 della legge 392/1978 stabilisce che l’inquilino ha diritto di prelazione sull’acquisto dell’immobile in cui si trova in affitto, se il proprietario intende venderlo alla prima scadenza del contratto. La prelazione spetta all’inquilino che abbia rispettato gli obblighi contrattuali e che non sia in mora nel pagamento del canone di locazione.

Il proprietario è tenuto a comunicare all’inquilino la sua intenzione di vendere l’immobile con almeno 6 mesi di anticipo rispetto alla prima scadenza del contratto.

La comunicazione deve contenere le seguenti informazioni:

  • L’identità del venditore;
  • L’identità dell’acquirente, se già noto;
  • Il prezzo di vendita;
  • Le condizioni contrattuali.

L’inquilino ha 30 giorni di tempo dalla ricezione della comunicazione per esercitare il diritto di prelazione. Se l’inquilino non esercita il diritto di prelazione, il proprietario può vendere l’immobile a terzi, ma deve rispettare le condizioni contrattuali comunicate all’inquilino.

In caso di vendita dell’immobile a terzi, l’inquilino ha diritto di riscatto dell’immobile entro 6 mesi dalla data del rogito. Il diritto di riscatto è esercitabile pagando al nuovo acquirente il prezzo di vendita, maggiorato del 10%.

Il diritto di prelazione è una tutela importante per gli inquilini, che consente loro di mantenere la propria abitazione in caso di vendita dell’immobile da parte del proprietario.