Corte Costituzionale: sentenza storica su figli di due madri
Corte Costituzionale: sentenza storica su figli di due madri
Una svolta costituzionale per le famiglie arcobaleno in Italia: verso un’Europa più equa?
Il 2025 segna un momento fondamentale per i diritti civili in Italia. La Corte Costituzionale ha emesso una sentenza storica, la n. 68, che riconosce come incostituzionale l’articolo 8 della legge 40 del 2004, nella parte in cui impediva la registrazione all’anagrafe di bambini nati da due madri tramite procreazione medicalmente assistita (PMA) all’estero. La pronuncia garantisce, finalmente, a questi bambini il diritto di avere entrambe le madri riconosciute legalmente fin dalla nascita.

Per molte famiglie arcobaleno italiane si tratta di un giorno atteso da anni. Fino ad oggi, i figli nati da coppie lesbiche erano spesso riconosciuti solo da una delle due madri, mentre l’altra restava una figura invisibile agli occhi della legge. In particolare, nel 2023, una circolare del Ministero dell’Interno, guidato da Matteo Piantedosi, aveva esplicitamente ordinato il blocco delle registrazioni con doppia maternità, cancellando nei fatti una madre dalla vita dei bambini. La Corte Costituzionale ha ora corretto quella che, a tutti gli effetti, era una palese violazione dei diritti dei minori.
Questa sentenza non allinea solo l’Italia con i suoi doveri costituzionali, ma la riporta più vicina agli standard europei in materia di diritti civili. Tuttavia, nonostante il passo in avanti, il quadro rimane parziale e complesso, soprattutto se confrontato con altri Paesi dell’Unione Europea.
Francia, Spagna, Germania: un’Europa a velocità diverse
La sentenza italiana riequilibra parzialmente una situazione che vedeva l’Italia tra i Paesi più restrittivi in materia di riconoscimento delle famiglie omogenitoriali. In Francia, dal 2021, grazie alla riforma della bioetica, le coppie lesbiche possono accedere legalmente alla PMA anche sul territorio nazionale e registrare entrambi i genitori sin dalla nascita. La legge francese riconosce inoltre pienamente il legame affettivo e giuridico tra il bambino e i suoi due genitori, senza necessità di ricorrere a procedure di adozione.
In Spagna, una delle nazioni più avanzate in questo ambito, la PMA è accessibile dal 2005 anche alle donne single e alle coppie lesbiche. Il riconoscimento della doppia maternità avviene in automatico e il sistema legale è ormai consolidato, anche grazie alla lunga tradizione di tutela dei diritti LGBTQ+ nel Paese iberico.
La Germania, invece, pur avendo introdotto nel 2017 il matrimonio egualitario, non garantisce ancora in modo pienamente automatico la doppia genitorialità per le coppie lesbiche. In molti casi, la madre non biologica deve passare attraverso una procedura di adozione, anche se alcune sentenze dei tribunali locali stanno aprendo la strada a un’interpretazione più inclusiva del diritto.
Nel confronto, l’Italia arriva tardi, ma non troppo tardi. La decisione della Consulta può costituire una base importante su cui costruire un nuovo approccio normativo più inclusivo e aggiornato, a patto che la politica sappia accogliere e tradurre in legge il principio costituzionale affermato.
Una sentenza che non basta: le donne single restano escluse
Accanto alla sentenza 68, la Consulta ha pubblicato anche la n. 69, destinata a suscitare nuove polemiche. In essa, i giudici stabiliscono che non è incostituzionale precludere la PMA alle donne single. Si tratta di una posizione conservatrice che lascia scoperta un’ulteriore area di discriminazione. In molti Paesi europei – come appunto Francia, Spagna, Belgio e Paesi Bassi – le donne single possono accedere alla PMA senza dover affrontare discriminazioni di stato civile. In Italia, invece, resta ancora l’idea che la genitorialità debba necessariamente passare per un modello di coppia.
Questa restrizione contrasta con il principio di uguaglianza e con la realtà sociale contemporanea, in cui la genitorialità assume forme diverse e sempre più plurali. Il fatto che la Consulta deleghi al Parlamento una possibile apertura in questo senso, dimostra quanto il cambiamento giuridico sia legato alla volontà politica, e non solo ai diritti fondamentali.
Un nuovo orizzonte per il diritto di famiglia
Il passo compiuto dalla Corte Costituzionale rappresenta un’apertura importante e segna la possibilità di un’evoluzione culturale e giuridica. È un invito, implicito ma forte, a legiferare in modo coerente con la società contemporanea, sempre più plurale e lontana da modelli familiari univoci. Resta ora da vedere se e come il Parlamento italiano saprà raccogliere questa sfida.
Nel panorama europeo, l’Italia si trova oggi in una posizione intermedia: ancora lontana dalla piena equiparazione dei diritti, ma non più fanalino di coda. La sentenza 68 rappresenta una svolta, ma è solo una tappa. Occorre costruire una riforma organica del diritto di famiglia che riconosca la pluralità delle forme di genitorialità e che metta al centro il benessere dei bambini, indipendentemente dal genere, dallo stato civile o dall’orientamento sessuale dei loro genitori.
Corte Costituzionale: sentenza storica su figli di due madri
Tre libri in italiano — anche di autori stranieri, tradotti — che affrontano il tema delle famiglie omogenitoriali, della genitorialità LGBTQ+, e delle nuove forme di famiglia, con approcci narrativi, saggistici o testimonianze personali:
1. “Mio figlio in rosa”
Autrice: Camilla Vivian
Editore: Manni
Genere: Saggio / Testimonianza
📖 Descrizione:
Camilla Vivian racconta la sua esperienza di madre di un bambino gender non conforming, intrecciando la sua vicenda personale con riflessioni culturali e sociali sull’identità di genere e sulle nuove forme familiari. Il libro tocca anche il tema della genitorialità queer, con uno sguardo empatico e divulgativo. Un’opera utile per capire come i modelli di famiglia stiano cambiando, e quanto sia importante il riconoscimento sociale e legale.
2. “Modern Families: Storie di famiglie omogenitoriali”
Autrice: Susan Golombok
Titolo originale: Modern Families: Parents and Children in New Family Forms
Editore italiano: Edizioni ETS
Genere: Saggio scientifico
📖 Descrizione:
Susan Golombok è una delle massime esperte mondiali di psicologia dello sviluppo. In questo saggio — basato su decenni di ricerca empirica — l’autrice analizza l’impatto delle tecniche di PMA e delle adozioni su bambini cresciuti in famiglie omogenitoriali. L’edizione italiana rende accessibile al pubblico nostrano un’opera fondamentale per sfatare i pregiudizi sulle famiglie “non tradizionali”.
3. “Due mamme”
Autrice: Mariella Gramaglia
Editore: Edizioni Alegre
Genere: Romanzo autobiografico / Narrativa
📖 Descrizione:
In questo racconto autobiografico, Mariella Gramaglia — attivista femminista e politica — racconta la storia della sua maternità condivisa con una compagna, affrontando i limiti legali e culturali dell’Italia nei confronti delle famiglie arcobaleno. Il libro è insieme una storia d’amore, una riflessione politica e un documento umano su cosa significhi crescere un figlio in un contesto che ancora fatica a riconoscerne pienamente i diritti.

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