Contabilizzatori di calore negli appartamenti:obblighi e sanzioni per proprietari

Contabilizzatori di calore negli appartamenti

Contabilizzatori di calore, in vigore gli obblighi per proprietari e condomìni pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è entrato in vigore con il Decreto Legislativo 141/2016, che integra il D.lgs. 102/2014 con cui l’Italia ha recepito la Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.

Contabilizzatori di calore negli appartamenti

Nei condomini e negli edifici polifunzionali riforniti da una fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzata o da una rete di teleriscaldamento o da un sistema di fornitura centralizzato che alimenta una pluralità di edifici, è obbligatoria l’installazione entro il 31 dicembre 2016, a cura del proprietario, di sotto-contatori per misurare l’effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità immobiliare, nella misura in cui sia tecnicamente possibile, efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali.

Le sanzioni

Il proprietario dell’unità immobiliare che non installa, entro il termine ivi previsto, un sotto-contatore, è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2500 euro per ciascuna unità immobiliare. La disposizione non si applica quando da una relazione tecnica di un progettista o di un tecnico abilitato risulta che l’installazione del contatore individuale non è tecnicamente possibile o non è efficiente in termini di costi o non è proporzionata rispetto ai risparmi energetici potenziali.

Se la norma non risulta applicabile o se si riscontrano differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari del condominio superiori al 50%, una quota pari almeno al 70% dei costi totali sarà ripartita secondo gli effettivi prelievi volontari di energia termica.

La parte restante verrà suddivisa scegliendo altri metodi, come i millesimi, i metri quadri o i metri cubi utili e le potenze installate.

Anche in questo caso, i condomìni che non rispetteranno questi metodi di ripartizione delle spese saranno sanzionati con una multa da 500 a 2500 euro e saranno esonerati solo se una relazione tecnica firmata da un progettista attesta l’impossibilità tecnica di adottare i nuovi sistemi.

 

DECRETO LEGISLATIVO 18 luglio 2016, n. 141
Disposizioni integrative al decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE. (16G00153) (GU Serie Generale n.172 del 25-7-2016)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 26/07/2016

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE;
Vista la direttiva 2013/12/UE del Consiglio del 13 maggio 2013, che adatta la direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio sull’efficienza energetica, in conseguenza dell’adesione della Repubblica di Croazia;
Vista la legge 6 agosto 2013, n. 96, recante la delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2013, ed in particolare l’articolo 4, comma 1, con il quale sono dettati criteri direttivi per l’attuazione della direttiva 2012/27/UE;
Visto il decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE;
Vista la legge 24 dicembre 2012, n. 234, e, in particolare, l’articolo 31, comma 5, che prevede che entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al medesimo articolo, con la procedura ivi indicata e nel rispetto dei principi e criteri direttivi fissati dalla legge di delegazione europea, il Governo puo’ adottare disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi emanati;
Visto l’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la procedura di infrazione n. 2014/2284 concernente l’incompleto recepimento della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica avviata dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia con Comunicazione di costituzione in mora ai sensi dell’articolo 258 del TFUE, C (2015) 1075 final del 27 febbraio 2015;
Ritenuto opportuno apportare le modifiche e le integrazioni necessarie al fine di conformare le disposizioni contenute nel predetto decreto legislativo alla direttiva 2012/27/UE;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella seduta dell’11 giugno 2015;
Acquisito il parere della Conferenza unificata, di cui all’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, resonella seduta del 30 luglio 2015;
Acquisiti i pareri espressi dalle competenti commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 14 luglio 2016;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti, della giustizia, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, per gli affari regionali e le autonomie e per la semplificazione e la pubblica amministrazione;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Modifiche all’articolo 2 del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102

1. All’articolo 2 del decreto legislativo n. 102 del 2014, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo la lettera d) e’ aggiunta la seguente: «d-bis) al decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93.»;
b) al comma 2, dopo la lettera a) e’ inserita la seguente: «a-bis) aggregatore: un fornitore di servizi che, su richiesta,
accorpa una pluralita’ di unita’ di consumo, ovvero di unita’ di consumo e di unita’ di produzione, per venderli o metterli all’asta in mercati organizzati dell’energia;»;
c) al comma 2, dopo la lettera b) e’ inserita la seguente: «b-bis) audit energetico o diagnosi energetica: procedura sistematica finalizzata a ottenere un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attivita’ oimpianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunita’ di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e a riferire in merito ai
risultati;»;
d) al comma 2, dopo la lettera d) e’ inserita la seguente: «d-bis) cliente finale: cliente che acquista energia, anche sotto forma di vettore energetico, per uso proprio;»;
e) al comma 2, la lettera i), e’ sostituita dalla seguente: «i) contatore di fornitura: apparecchiatura di misura dell’energia consegnata. Il contatore di fornitura puo’ essere individuale, nel caso in cui misuri il consumo di energia della singola unita’ immobiliare, o condominiale, nel caso in cui misuri l’energia, con l’esclusione di quella elettrica, consumata da una pluralita’ di unita’ immobiliari, come nel caso di un condominio o di un edificio
polifunzionale;»;
f) al comma 2, la lettera l), e’ soppressa;
g) al comma 2, lettera t), le parole «Autorita’ per l’energia elettrica e il gas» sono sostituite con le seguenti: «Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico»;
h) al comma 2, lettera u), le parole «Autorita’ per l’energia elettrica e il gas» sono sostituite con le seguenti: «Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico»;
i) al comma 2, la lettera gg), e’ sostituita dalla seguente: «gg) rete di teleriscaldamento e teleraffreddamento (o
teleraffrescamento): qualsiasi infrastruttura di trasporto dell’energia termica da una o piu’ fonti di produzione verso una pluralita’ di edifici o siti di utilizzazione, realizzata prevalentemente su suolo pubblico, finalizzata a consentire a
chiunque interessato, nei limiti consentiti dall’estensione della rete, di collegarsi alla medesima per l’approvvigionamento di energia termica per il riscaldamento o il raffreddamento di spazi, per processi di lavorazione e per la copertura del fabbisogno di acqua calda sanitaria;»;
j) al comma 2, dopo la lettera qq) e’ inserita la seguente: «qq-bis) sotto-contatore: contatore dell’energia, con l’esclusione di quella elettrica, che e’ posto a valle del contatore di fornitura di una pluralita’ di unita’ immobiliari per la misura dei consumi individuali o di edifici, a loro volta formati da una pluralita’ di unita’ immobiliari, ed e’ atto a misurare l’energia consumata dalla singola unita’ immobiliare o dal singolo edificio;».

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per gli atti dell’Unione europea vengono forniti gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
dell’Unione Europea (GUUE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro, al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.
– La direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio sull’efficienza energetica, che modifica le
direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE (Testo rilevante ai fini del SEE) e’ pubblicata nella G.U.U.E. 14 novembre 2012, n. L 315.
– La direttiva 2013/12/UE del Consiglio che adatta la direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio
sull’efficienza energetica, in conseguenza dell’adesione della Repubblica di Croazia e’ pubblicata nella G.U.U.E. 28
maggio 2013, n. L 141.
– Il testo dell’art. 4 della legge 6 agosto 2013, n. 96 (Delega al Governo per il recepimento delle direttive
europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2013.), pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 20 agosto 2013, n. 194, cosi’ recita:  «Art. 4. (Criterio di delega al Governo per il
recepimento della direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012,
sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e
2006/32/CE). – 1. Al fine di favorire l’efficienza energetica e ridurre l’inquinamento ambientale e domestico
mediante la diffusione delle tecnologie elettriche, nell’esercizio della delega legislativa per l’attuazione della direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, il Governo e’ tenuto a introdurre disposizioni che attribuiscano all’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas il compito di adottare uno o
piu’ provvedimenti volti ad eliminare l’attuale struttura progressiva delle tariffe elettriche rispetto ai consumi e
ad introdurre tariffe aderenti al costo del servizio.
2. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.».
– Il decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102 (Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE) e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 luglio 2014, n. 165.
– Il testo dell’art. 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234 (Norme generali sulla partecipazione dell’Italia
alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea), pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 4 gennaio 2013, n. 3, cosi’ recita:  «Art. 31. (Procedure per l’esercizio delle deleghe
legislative conferite al Governo con la legge di delegazione europea). – 1. In relazione alle deleghe legislative conferite con la legge di delegazione europea per il recepimento delle direttive, il Governo adotta i decreti legislativi entro il termine di quattro mesi antecedenti a quello di recepimento indicato in ciascuna delle direttive; per le direttive il cui termine cosi’ determinato sia gia’ scaduto alla data di entrata in vigore della legge di delegazione europea, ovvero scada nei tre mesi successivi, il Governo adotta i decreti legislativi di recepimento entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della medesima legge; per le direttive che non prevedono un termine di recepimento, il Governo adotta i relativi decreti legislativi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di delegazione europea.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dell’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per gli affari europei e del Ministro con
competenza prevalente nella materia, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia,
dell’economia e delle finanze e con gli altri Ministri interessati in relazione all’oggetto della direttiva. I
decreti legislativi sono accompagnati da una tabella di concordanza tra le disposizioni in essi previste e quelle
della direttiva da recepire, predisposta dall’amministrazione con competenza istituzionale prevalente nella materia.
3. La legge di delegazione europea indica le direttive in relazione alle quali sugli schemi dei decreti legislativi di recepimento e’ acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. In tal caso gli schemi dei decreti legislativi sono trasmessi, dopo l’acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge, alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica affinche’ su di essi sia espresso il parere delle competenti Commissioni parlamentari. Decorsi quaranta giorni dalla data di trasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza del parere. Qualora il termine per l’espressione del parere parlamentare di cui al presente comma ovvero i diversi termini previsti dai commi 4 e 9 scadano nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini di delega previsti ai commi 1 o 5 o successivamente, questi ultimi sono prorogati di tre mesi.
4. Gli schemi dei decreti legislativi recantinrecepimento delle direttive che comportino conseguenze finanziarie sono corredati della relazione tecnica di cui all’articolo 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Su di essi e’ richiesto anche il parere delle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari. Il Governo, ove non intenda conformarsi alle condizioni formulate con riferimento all’esigenza di garantire il rispetto dell’articolo 81, quarto comma, della Costituzione, ritrasmette alle Camere i testi, corredati dei necessari elementi integrativi d’informazione, per i pareri definitivi delle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari, che devono essere espressi entro venti giorni.
5. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel rispetto dei principi e criteri direttivi fissati dalla legge di delegazione europea, il Governo puo’ adottare, con la procedura indicata nei commi 2, 3 e 4, disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi del citato comma 1, fatto salvo il diverso termine previsto dal comma 6.
6. Con la procedura di cui ai commi 2, 3 e 4 il Governo puo’ adottare disposizioni integrative e correttive di decreti legislativi emanati ai sensi del comma 1, al fine di recepire atti delegati dell’Unione europea di cui all’articolo 290 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che modificano o integrano direttive recepite con tali decreti legislativi. Le disposizioni integrative e correttive di cui al primo periodo sono adottate nel termine di cui al comma 5 o nel diverso termine fissato dalla legge di delegazione europea.
7. I decreti legislativi di recepimento delle direttive previste dalla legge di delegazione europea, adottati, ai sensi dell’articolo 117, quinto comma, della Costituzione, nelle materie di competenza legislativa delle regioni e
delle province autonome, si applicano alle condizioni e secondo le procedure di cui all’articolo 41, comma 1.
8. I decreti legislativi adottati ai sensi dell’articolo 33 e attinenti a materie di competenza legislativa delle regioni e delle province autonome sono emanati alle condizioni e secondo le procedure di cui all’articolo 41, comma 1.
9. Il Governo, quando non intende conformarsi ai pareri parlamentari di cui al comma 3, relativi a sanzioni penali
contenute negli schemi di decreti legislativi recanti attuazione delle direttive, ritrasmette i testi, con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. Decorsi venti giorni dalla data di ritrasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza di nuovo parere.».
– Il testo dell’art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, S.O.,
cosi’ recita:
«Art. 14. (Decreti legislativi). – 1. I decreti legislativi adottati dal Governo ai sensi dell’articolo 76
della Costituzione sono emanati dal Presidente della Repubblica con la denominazione di «decreto legislativo» e
con l’indicazione, nel preambolo, della legge di delegazione, della deliberazione del Consiglio dei ministri
e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla legge di delegazione.
2. L’emanazione del decreto legislativo deve avvenire entro il termine fissato dalla legge di delegazione; il testo del decreto legislativo adottato dal Governo e’ trasmesso al Presidente della Repubblica, per la emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza.
3. Se la delega legislativa si riferisce ad una pluralita’ di oggetti distinti suscettibili di separata disciplina, il Governo puo’ esercitarla mediante piu’ atti successivi per uno o piu’ degli oggetti predetti. In relazione al termine finale stabilito dalla legge di delegazione, il Governo informa periodicamente le Camere sui criteri che segue nell’organizzazione dell’esercizio della delega.
4. In ogni caso, qualora il termine previsto per l’esercizio della delega ecceda i due anni, il Governo e’ tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei decreti delegati. Il parere e’ espresso dalle Commissioni
permanenti delle due Camere competenti per materia entro sessanta giorni, indicando specificamente le eventuali
disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni
successivi, esaminato il parere, ritrasmette, con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alle
Commissioni per il parere definitivo che deve essere espresso entro trenta giorni.».
– Il testo dell’art. 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1997, n. 202, cosi’ recita:
«Art. 9. (Funzioni). – 1. La Conferenza unificata assume deliberazioni, promuove e sancisce intese ed accordi, esprime pareri, designa rappresentanti in relazione alle materie ed ai compiti di interesse comune alle regioni, alle province, ai comuni e alle comunita’ montane.
2. La Conferenza unificata e’ comunque competente in tutti i casi in cui regioni, province, comuni e comunita’
montane ovvero la Conferenza Stato-regioni e la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali debbano esprimersi su un medesimo oggetto. In particolare la Conferenza unificata:
a) esprime parere:
1) sul disegno di legge finanziaria e sui disegni di legge collegati;
2) sul documento di programmazione economica e finanziaria;
3) sugli schemi di decreto legislativo adottati in base all’articolo 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59 ;
b) promuove e sancisce intese tra Governo, regioni, province, comuni e comunita’ montane. Nel caso di mancata
intesa o di urgenza si applicano le disposizioni di cui all’articolo 3, commi 3 e 4;
c) promuove e sancisce accordi tra Governo, regioni, province, comuni e comunita’ montane, al fine di coordinare
l’esercizio delle rispettive competenze e svolgere in collaborazione attivita’ di interesse comune;
d) acquisisce le designazioni dei rappresentanti delle autonomie locali indicati, rispettivamente, dai presidenti delle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, dall’ANCI, dall’UPI e dall’UNCEM nei casi previsti dalla
legge;
e) assicura lo scambio di dati e informazioni tra Governo, regioni, province, comuni e comunita’ montane nei
casi di sua competenza, anche attraverso l’approvazione di protocolli di intesa tra le amministrazioni centrali e
locali secondo le modalita’ di cui all’articolo 6;
f) e’ consultata sulle linee generali delle politiche del personale pubblico e sui processi di riorganizzazione e mobilita’ del personale connessi al conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed agli enti locali;
g) esprime gli indirizzi per l’attivita’ dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali.
3. Il Presidente del Consiglio dei Ministri puo’
sottoporre alla Conferenza unificata, anche su richiesta delle autonomie regionali e locali, ogni altro oggetto di
preminente interesse comune delle regioni, delle province, dei comuni e delle comunita’ montane.
4. Ferma restando la necessita’ dell’assenso del Governo per l’adozione delle deliberazioni di competenza della Conferenza unificata, l’assenso delle regioni, delle province, dei comuni e delle comunita’ montane e’ assunto
con il consenso distinto dei membri dei due gruppi delle autonomie che compongono, rispettivamente, la Conferenza
Stato-regioni e la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali. L’assenso e’ espresso di regola all’unanimita’ dei
membri dei due predetti gruppi. Ove questa non sia raggiunta l’assenso e’ espresso dalla maggioranza dei
rappresentanti di ciascuno dei due gruppi.
5. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali ha compiti di:
a) coordinamento nei rapporti tra lo Stato e le autonomie locali;
b) studio, informazione e confronto nelle problematiche connesse agli indirizzi di politica generale che possono
incidere sulle funzioni proprie o delegate di province e comuni e comunita’ montane.
6. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, in particolare, e’ sede di discussione ed esame:
a) dei problemi relativi all’ordinamento ed al funzionamento degli enti locali, compresi gli aspetti relativi alle politiche finanziarie e di bilancio, alle risorse umane e strumentali, nonche’ delle iniziative legislative e degli atti generali di governo a cio’ attinenti;
b) dei problemi relativi alle attivita’ di gestione ed erogazione dei servizi pubblici;
c) di ogni altro problema connesso con gli scopi di cui al presente comma che venga sottoposto, anche su richiesta
del Presidente dell’ANCI, dell’UPI e dell’UNCEM, al parere della Conferenza dal Presidente del Consiglio dei Ministri
o dal Presidente delegato.
7. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali ha inoltre il compito di favorire:
a) l’informazione e le iniziative per il miglioramento dell’efficienza dei servizi pubblici locali;
b) la promozione di accordi o contratti di programma ai sensi dell’articolo 12 della legge 23 dicembre 1992, n. 498;
c) le attivita’ relative alla organizzazione di manifestazioni che coinvolgono piu’ comuni o province da celebrare in ambito nazionale.».

Note all’art. 1:
– Il testo dell’art. 2 del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, citato nelle note alle premesse, come
modificato dal presente decreto, cosi’ recita: «Art. 2. (Definizioni). – 1. Ai fini del presente decreto, fatte salve le abrogazioni previste all’articolo 18, comma 1, lettera a), si applicano le definizioni di cui:
a) all’articolo 2 del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115 e successive modificazioni;
b) all’articolo 2 del decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20 e successive modificazioni;
c) all’articolo 2, commi 1 e 2, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e successive modificazioni;
d) al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
d-bis) al decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93.
2. Si applicano inoltre le seguenti definizioni:
a) Accredia: organismo nazionale italiano di accreditamento, designato ai sensi del decreto del Ministro
dello sviluppo economico 22 dicembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 20 del 26 gennaio 2010;
a-bis) aggregatore: un fornitore di servizi che, su
richiesta, accorpa una pluralita’ di unita’ di consumo, ovvero di unita’ di consumo e di unita’ di produzione, per
venderli o metterli all’asta in mercati organizzati dell’energia;
b) ammodernamento sostanziale di un impianto: un ammodernamento il cui costo di investimento e’ superiore al 50 percento dei costi di investimento di una nuova analoga unita’;
b-bis) audit energetico o diagnosi energetica: procedura sistematica finalizzata a ottenere un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attivita’ o impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunita’ di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e a riferire in merito ai risultati;
c) auditor energetico: persona fisica o giuridica che esegue diagnosi energetiche;
d) CEI: comitato elettrotecnico italiano;
d-bis) cliente finale: cliente che acquista energia, anche sotto forma di vettore energetico, per uso proprio;
e) coefficiente di edificazione: rapporto tra la superficie lorda coperta degli immobili e la superficie del
terreno di un determinato territorio;
f) condominio: edificio con almeno due unita’ immobiliari, di proprieta’ in via esclusiva di soggetti che
sono anche comproprietari delle parti comuni;
g) consumo di energia finale: tutta l’energia fornita per l’industria, i trasporti, le famiglie, i servizi e l’agricoltura, con esclusione delle forniture al settore della trasformazione dell’energia e alle industrie energetiche stesse;
h) consumo di energia primaria: il consumo interno lordo di energia, ad esclusione degli usi non energetici;
i) contatore di fornitura: apparecchiatura di misura dell’energia consegnata. Il contatore di fornitura puo’
essere individuale, nel caso in cui misuri il consumo di energia della singola unita’ immobiliare, o condominiale,
nel caso in cui misuri l’energia, con l’esclusione di quella elettrica, consumata da una pluralita’ di unita’ immobiliari, come nel caso di un condominio o di un edificio polifunzionale;
l) (Soppressa).;
m) conto termico: sistema di incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed
interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 28
dicembre 2012, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2
gennaio 2013;
n) contratto di rendimento energetico o di prestazione energetica (EPC): accordo contrattuale tra il beneficiario
o chi per esso esercita il potere negoziale e il fornitore di una misura di miglioramento dell’efficienza energetica,
verificata e monitorata durante l’intera durata del contratto, dove gli investimenti (lavori, forniture o servizi) realizzati sono pagati in funzione del livello di miglioramento dell’efficienza energetica stabilito contrattualmente o di altri criteri di prestazione energetica concordati, quali i risparmi finanziari;
o) criteri ambientali minimi (CAM): criteri ambientali
minimi per categorie di prodotto, adottati con decreto del Ministro dell’ambiente ai sensi del PAN GPP;
p) edificio polifunzionale: edificio destinato a scopi diversi e occupato da almeno due soggetti che devono
ripartire tra loro la fattura dell’energia acquistata;
q) ENEA: Agenzia nazionale per le nuove tecnologie,
l’energia e lo sviluppo economico sostenibile;
r) energia termica: calore per riscaldamento e/o raffreddamento, sia per uso industriale che civile;
s) energia: tutte le forme di prodotti energetici, combustibili, energia termica, energia rinnovabile, energia
elettrica o qualsiasi altra forma di energia, come definiti all’articolo 2, lettera d), del regolamento (CE) n.
1099/2008 del Parlamento e del Consiglio del 22 ottobre 2008;
t) esercente l’attivita’ di misura del gas naturale: soggetto che eroga l’attivita’ di misura di cui all’articolo 4, comma 17 della deliberazione dell’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico n. 11 del 2007, e successive modificazioni;
u) esercente l’attivita’ di misura dell’energia elettrica: soggetto che eroga l’attivita’ di misura di cui all’articolo 4, comma 6 della deliberazione dell’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico n. 11
del 2007, e successive modificazioni;
v) grande impresa: impresa che occupa piu’ di 250 persone, il cui fatturato annuo supera i 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio annuo supera i 43 milioni di euro;
z) GSE: Gestore dei servizi energetici S.p.A.;
aa) immobili della pubblica amministrazione centrale: edifici o parti di edifici di proprieta’ della pubblica
amministrazione centrale, e da essa occupati;
bb) interfaccia di comunicazione: dispositivo fisico o virtuale che permette la comunicazione fra due o piu’
entita’ di tipo diverso;
cc) microimpresa, piccola impresa e media impresa o PMI: impresa che occupa meno di 250 persone, il cui
fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.
Per le imprese per le quali non e’ stato approvato il primo bilancio ovvero, nel caso di imprese esonerate dalla tenuta
della contabilita’ ordinaria o dalla redazione del bilancio, o per le quali non e’ stata presentata la prima
dichiarazione dei redditi, sono considerati esclusivamente il numero degli occupati ed il totale dell’attivo
patrimoniale risultanti alla stessa data;
dd) Piano d’azione nazionale per l’efficienza energetica (PAEE): documento redatto ai sensi dell’articolo
17 che individua gli orientamenti nazionali per il raggiungimento degli obiettivi di miglioramento
dell’efficienza energetica e dei servizi energetici;
ee) Piano d’azione per la sostenibilita’ ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione (PAN
GPP): Piano predisposto ai sensi dell’articolo 1, comma 1126, della legge 27 dicembre 2006 n. 296, e approvato con
decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e dello sviluppo economico 11 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 107
dell’8 maggio 2008, cosi’ come modificato dal decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare, 10 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 102 del 3 maggio 2013;
ff) pubblica amministrazione centrale: autorita’ governative centrali di cui all’allegato IV del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
gg) rete di teleriscaldamento e teleraffreddamento (o teleraffrescamento): qualsiasi infrastruttura di trasporto
dell’energia termica da una o piu’ fonti di produzione verso una pluralita’ di edifici o siti di utilizzazione,
realizzata prevalentemente su suolo pubblico, finalizzata a consentire a chiunque interessato, nei limiti consentiti
dall’estensione della rete, di collegarsi alla medesima per l’approvvigionamento di energia termica per il
riscaldamento o il raffreddamento di spazi, per processi di lavorazione e per la copertura del fabbisogno di acqua
calda sanitaria;
hh) ripartizione regionale della quota minima di energia da produrre mediante energie rinnovabili (Burden
Sharing): suddivisione tra Regioni degli impegni per raggiungere una quota minima di energia rinnovabile di cui
al decreto 15 marzo 2012 del Ministro dello sviluppoeconomico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare, d’intesa con la Conferenza Unificata, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale,
n. 78 del 2 aprile 2012;
ii) riscaldamento e raffreddamento efficienti: un’opzione di riscaldamento e raffreddamento che, rispetto a uno scenario di riferimento che rispecchia le condizioninabituali, riduce in modo misurabile l’apporto di energia
primaria necessaria per rifornire un’unita’ di energia il 50 per cento di calore di scarto; erogata nell’ambito di
una pertinente delimitazione di sistema in modo efficiente in termini di costi, come valutato nell’analisi costi-benefici di cui al presente decreto, tenendo conto dell’energia richiesta per l’estrazione, la conversione, il
trasporto e la distribuzione;
ll) riscaldamento e raffreddamento individuali efficienti: un’opzione di fornitura individuale di
riscaldamento e raffreddamento che, rispetto al teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti, riduce in modo misurabile l’apporto di energia primaria non rinnovabile necessaria per rifornire un’unita’ di energia erogata nell’ambito di una pertinente delimitazione di sistema o richiede lo stesso apporto di energia primaria
non rinnovabile ma a costo inferiore, tenendo conto dell’energia richiesta per l’estrazione, la conversione, il
trasporto e la distribuzione;
mm) servizio energetico: la prestazione materiale, l’utilita’ o il vantaggio derivante dalla combinazione di energia con tecnologie ovvero con operazioni che utilizzano efficacemente l’energia, che possono includere le attivita’ di gestione, di manutenzione e di controllo necessarie alla prestazione del servizio, la cui fornitura e’ effettuata sulla base di un contratto e che in circostanze normali ha dimostrato di portare a miglioramenti dell’efficienza energetica e a risparmi energetici primari verificabili e misurabili o stimabili;
nn) sistema di contabilizzazione: sistema tecnico che consente la misurazione dell’energia termica o frigorifera
fornita alle singole unita’ immobiliari (utenze) servite da un impianto termico centralizzato o da teleriscaldamento o
teleraffreddamento, ai fini della proporzionale suddivisione delle relative spese;
oo) sistema di gestione dell’energia: insieme di elementi che interagiscono o sono intercorrelati all’interno di un piano che stabilisce un obiettivo di efficienza energetica e una strategia atta a conseguirlo;
pp) sistema di misurazione intelligente: un sistema elettronico in grado di misurare il consumo di energia fornendo maggiori informazioni rispetto ad un dispositivo convenzionale, e di trasmettere e ricevere dati utilizzando una forma di comunicazione elettronica;
qq) sistema di termoregolazione: sistema tecnico che consente all’utente di regolare la temperatura desiderata, entro i limiti previsti dalla normativa vigente, per ogni
unita’ immobiliare, zona o ambiente;
qq-bis) sotto-contatore: contatore dell’energia, con l’esclusione di quella elettrica, che e’ posto a valle del contatore di fornitura di una pluralita’ di unita’ immobiliari per la misura dei consumi individuali o di edifici, a loro volta formati da una pluralita’ di unita’ immobiliari, ed e’ atto a misurare l’energia consumata dalla singola unita’ immobiliare o dal singolo edificio;
rr) Strategia energetica nazionale (SEN): documento di analisi e strategia energetica approvato con decreto 8 marzo 2013 del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, n. 73 del 27 marzo 2013;
ss) superficie coperta utile totale: la superficie coperta di un immobile o di parte di un immobile in cui
l’energia e’ utilizzata per il condizionamento del clima degli ambienti interni;
tt) teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti: sistema di teleriscaldamento o teleraffreddamento che usa,
in alternativa, almeno:
a) il 50 per cento di energia derivante da fonti rinnovabili;
b) il 50 per cento di calore di scarto;
c) il 75 per cento di calore cogenerato;
d) il 50 per cento di una combinazione delle precedenti;
uu) tonnellata equivalente di petrolio (Tep): unita’ di misura dell’energia pari all’energia rilasciata dalla
combustione di una tonnellata di petrolio grezzo, il cui valore e’ fissato convenzionalmente pari a 41,86 GJ;
vv) UNI: Ente nazionale italiano di unificazione.».