Risparmio Gestito 2023 in rosso di 50 miliardi

Risparmio Gestito 2023: un anno in rosso per l’industria italiana

L’anno 2023 si è chiuso con un saldo negativo per il risparmio gestito italiano, con una perdita di circa 50 miliardi di euro.

Le cause principali di questo risultato sono:

    L’andamento negativo dei mercati finanziari: la guerra in Ucraina, l’inflazione e la crescita dei tassi di interesse hanno portato a un calo delle quotazioni azionarie e obbligazionarie.

    L’aumentata volatilità: i mercati finanziari sono stati caratterizzati da una volatilità elevata, con frequenti oscillazioni dei prezzi.

    Il deflusso di capitali: gli investitori hanno preferito ritirare i propri capitali dai fondi comuni di investimento e dalle gestioni patrimoniali.

Le conseguenze di questo risultato sono:

    Un calo del patrimonio gestito: il patrimonio del risparmio gestito italiano è sceso a 2.338 miliardi di euro, in calo rispetto ai 2.388 miliardi di fine 2022.

    Una riduzione dei ricavi per le società di gestione: le società di gestione del risparmio hanno visto una riduzione dei propri ricavi, con un impatto negativo sulla loro redditività.

    Un aumento della disaffezione degli investitori: gli investitori, delusi dai risultati negativi, potrebbero essere meno propensi a investire in futuro.

Le sfide per il futuro del risparmio gestito italiano:

    Riconquistare la fiducia degli investitori: le società di gestione del risparmio dovranno dimostrare di saper gestire efficacemente il rischio e di saper generare rendimenti positivi per i propri clienti.

    Adeguarsi al nuovo contesto di mercato: le società di gestione del risparmio dovranno adattarsi al nuovo contesto di mercato, caratterizzato da bassi tassi di interesse, volatilità elevata e incertezza geopolitica.

    Offrire prodotti e servizi innovativi: le società di gestione del risparmio dovranno sviluppare nuovi prodotti e servizi in grado di soddisfare le esigenze degli investitori in un contesto di mercato in continua evoluzione.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *