Privacy sotto attacco: Europa denuncia giganti cinesi e Meta
Privacy sotto attacco: Europa denuncia giganti cinesi e Meta
Privacy sotto attacco: Europa contro i giganti tecnologici cinesi e Meta
Il tema della privacy e del trattamento dei dati personali è tornato al centro del dibattito in Europa. Organizzazioni come Noyb (None of Your Business) continuano a sfidare i giganti tecnologici, denunciando violazioni del GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati) in diversi paesi europei. I protagonisti delle ultime controversie sono principalmente due: le grandi aziende tecnologiche cinesi, accusate di trasferimenti illeciti di dati verso la Cina, e Meta, contestata per l’uso dei dati personali degli utenti per addestrare modelli di intelligenza artificiale.

Dati verso la Cina: sei denunce contro i colossi tech
L’organizzazione per la privacy Noyb ha presentato sei denunce in cinque paesi europei (Austria, Belgio, Grecia, Italia e Paesi Bassi) contro aziende cinesi come TikTok, Shein, AliExpress, Temu, Xiaomi e WeChat. L’accusa principale riguarda il trasferimento illegale di dati personali dei cittadini europei verso la Cina, in violazione delle norme del GDPR.
Quattro di queste aziende dichiarano esplicitamente, nelle loro politiche sulla privacy, di trasferire dati in Cina. Le altre due, Temu e WeChat, utilizzano diciture più generiche, parlando di trasferimenti verso “paesi terzi”. Tuttavia, secondo Noyb, la struttura aziendale di queste compagnie rende inevitabile il coinvolgimento della Cina.
Il GDPR consente il trasferimento di dati personali fuori dall’UE solo verso paesi che garantiscono un livello di protezione equivalente a quello europeo. La Cina, priva di una “decisione di adeguatezza” da parte della Commissione europea, non soddisfa questi criteri. Le preoccupazioni riguardano il potenziale accesso ai dati da parte dello stato cinese, noto per la sua stretta sorveglianza e controllo.
In Italia, ad esempio, il Garante per la protezione dei dati personali ha ricevuto una denuncia contro Shein. L’azienda è accusata di non fornire informazioni complete sulle richieste di accesso ai dati degli utenti e di trasferire informazioni personali utilizzando clausole contrattuali standard che non garantiscono un’adeguata protezione.
Meta e l’addestramento AI: denunce in undici paesi
Parallelamente, Noyb ha avviato un’altra azione legale contro Meta, accusandola di violare il GDPR con la sua nuova policy sulla privacy. Meta ha recentemente aggiornato le sue regole per includere l’uso di dati personali raccolti su Facebook e Instagram per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale, come il linguaggio Llama 3.
Secondo Noyb, la policy non fornisce informazioni chiare sugli scopi del trattamento dei dati, contravvenendo ai requisiti del GDPR. Gli utenti europei sono stati informati che Meta utilizzerà i loro dati pubblici e non pubblici (escluse le chat private) per migliorare la sua tecnologia AI, ma senza specificare come verranno utilizzati o protetti.
Le denunce sono state depositate presso le autorità di protezione dei dati di undici paesi, tra cui Italia, Germania, Francia, Irlanda e Spagna. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che Meta non ha ancora reso disponibile il suo assistente AI in Europa, presumibilmente a causa delle richieste delle autorità di conformarsi al GDPR.
L’Europa intensifica i controlli
La crescente attenzione delle autorità europee verso i giganti tecnologici riflette una volontà di proteggere la privacy dei cittadini e di contrastare le pratiche aziendali non conformi. Le multe previste dal GDPR possono raggiungere fino al 4% del fatturato globale delle aziende, una sanzione significativa per colossi come TikTok, Meta o Shein.
Tuttavia, la questione non è solo economica. Per l’UE, il rispetto delle normative sulla privacy è una questione di sovranità digitale. Consentire trasferimenti non regolamentati verso la Cina o l’uso indiscriminato dei dati personali da parte di aziende come Meta significherebbe cedere il controllo su una delle risorse più importanti del XXI secolo: i dati.
Il ruolo della Cina e delle big tech
Il coinvolgimento della Cina in questa dinamica è particolarmente sensibile. Per molti, i trasferimenti di dati verso aziende cinesi rappresentano un rischio di sicurezza nazionale. Allo stesso tempo, le aziende europee e occidentali devono affrontare le stesse accuse, dimostrando che la questione è globale.
Meta, da parte sua, ha dichiarato di essere “impegnata nello sviluppo responsabile dell’AI” e di voler rispettare le leggi locali. Tuttavia, le tensioni tra innovazione tecnologica e protezione dei dati personali restano forti, sollevando dubbi sul futuro delle normative digitali.
Conclusione
Le denunce presentate da Noyb evidenziano la necessità di regole più chiare e di un controllo più rigoroso sulle attività dei giganti tecnologici. La privacy è una delle sfide centrali dell’era digitale e l’Europa, con il suo GDPR, vuole rimanere all’avanguardia nella tutela dei diritti dei cittadini. La strada, però, è ancora lunga e piena di ostacoli.
Privacy sotto attacco: Europa denuncia giganti cinesi e Meta
Tre libri in italiano, inclusi alcuni di autori stranieri tradotti, che affrontano il tema della protezione dei dati e delle violazioni della privacy da parte di aziende tecnologiche cinesi:
- “Il furto del millennio. Come la Cina ha turlupinato e depredato l’Occidente” di Guy Mettan. Questo libro analizza le diverse strategie utilizzate dalla Cina per acquisire tecnologia e know-how dall’Occidente, tra cui spionaggio, hacking e trasferimenti coatti di tecnologia.
- “La protezione dei dati nell’Unione Europea e nella Repubblica Popolare Cinese. Un confronto tra PIPL e GDPR e prime applicazioni” Antongiulio Lombardi (Autore), Junhong Hu (Autore), Antonio Lombardi (Autore). L’opera offre un confronto dettagliato tra la legge cinese sulla protezione dei dati personali (PIPL) e il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) dell’UE, evidenziando le differenze e le sfide nel trasferimento dei dati tra queste due giurisdizioni.
- “Diritto comparato della privacy e della protezione dei dati personali” di Paolo Guarda e Giorgia Bincoletto.Questo libro, pubblicato nel marzo 2023, esplora le diverse normative sulla privacy e la protezione dei dati personali a livello internazionale, includendo un’analisi delle leggi cinesi e delle loro implicazioni per le aziende tecnologiche.

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