Lavori edilizi 2017: SCIA (moduli unificati e standardizzati)

Lavori edilizi 2017: SCIA (moduli unificati e standardizzati)

5 giugno 2017 – Raggiunto l’accordo tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali per adottare moduli unificati e
standardizzati che definiscono, per tipologia di procedimento, i contenuti tipici e la relativa organizzazione dei
dati delle istanze, delle segnalazioni e delle comunicazioni in edilizia.

Martedì 20 giugno, per le Regioni, scadono i termini per adeguare i contenuti informativi dei moduli unificati e standardizzati alle normative regionali: le regioni non potranno mettere mano a tutti i contenuti, ma solo alle informazioni contrassegnate un asterisco (*).

Entro venerdì 30 giugno, invece, i Comuni dovranno aver completato l’adeguamento e pubblicato la modulistica unificata sui siti istituzionali.

In Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.128 del 5 giugno 2017 (Supplemento Ordinario n. 26) sono stati pubblicati i moduli semplificati per la presentazione delle segnalazioni, delle comunicazioni e delle istanze per edilizia e attività commerciali. clicca qui>> accordo-moduli-semplificati

SCIA 2 in vigore dall’11 dicembre 2016. Negli ultimi anni le normative che regolano i permessi e le autorizzazioni per i lavori edilizi si sono accavallate più volte, fino alla più recente Riforma Madia.

Una vera e propria valanga di modifiche e “semplificazioni” hanno cambiato i connotati della disciplina autorizzatoria:
ciò che prima era un intervento soggetto a permesso di costruire è diventato ora un lavoro che richiede una più semplice CILA (si pensi, ad esempio, ai lavori di frazionamento e accorpamento delle unità immobiliari).

Nella Riforma Madia, la SCIA 2 introduce le principali novità.
Il Decreto SCIA 2 è stato pubblicato nella Gazzetta del 26 novembre ed è entrato in vigore dall’11 dicembre 2016: clicca qui per leggere il testo del decreto SCIA 2.

Alla base della Scia Unificata ci sono i tempi certi entro cui le Amministrazioni devono rispondere e il divieto di chiedere informazioni e documenti aggiuntivi rispetto a quelli previsti o di cui gli uffici pubblici sono già in possesso.

Il professionista dovrà quindi presentare un’unica Scia allo sportello unico dell’amministrazione interessata. Sarà poi questa a trasmettere la richiesta alle altre PA nel caso in cui siano necessari altre autorizzazioni o verifiche preventive.

Contestualmente alla presentazione della Scia, che potrà avvenire anche online, l’Amministrazione rilascerà una ricevuta in cui dovrà indicare i tempi di risposta o il momento a partire dal quale si potranno calcolare i termini per la formazione del silenzio assenso.

Se dovesse essere necessaria la Conferenza di Servizi, i termini per la sua convocazione decorreranno dal rilascio di tutti i provvedimenti richiesti.

I lavori potranno invece iniziare subito se non sono richieste altre autorizzazioni o titoli espressi.

La segnalazione certificata di inizio attività è una sorta di evoluzione della CILA. In sostanza, con poche modifiche la CILA diventa una SCIA.

Con la SCIA occorre l’intervento di un professionista tecnico abilitato, che certifichi la bontà del lavoro. Vanno, inoltre, indicate le seguenti informazioni:
il nome dell’impresa che effettua i lavori, non è previsto il pagamento di oneri al Comune e gli interventi possono partire immediatamente

Trascorsi i 30 giorni, il Comune può intervenire:
-Sempre, in caso di dichiarazioni false e mendaci;
-Solo in presenza di pericolo di danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale, qualora non sia possibile regolarizzare l’attività.

LAVORI EDILIZI LIBERI
Non serve alcun permesso né comunicazione per tutti quegli interventi di manutenzione ordinaria comprese le tinteggiature interne, il rifacimento di pavimenti e rivestimenti interni, la sostituzione di porte e di impianti, purché senza innovazione.

Rientrano negli interventi di edilizia libera anche quelli per l’eliminazione delle barriere architettoniche,
sempre nel caso non modifichino la sagoma dell’edificio.

I lavori realizzabili con la Scia possono iniziare il giorno stesso in cui si presenta la documentazione.

In base al decreto SCIA 2 La SCIA dovrà essere utilizzata per:

– gli interventi di manutenzione straordinaria sulle parti strutturali dell’edificio;

– interventi di restauro e di risanamento conservativo riguardanti le parti strutturali dell’edificio;

– interventi di edilizia;

– le varianti a permessi di costruire che non modificano parametri urbanistici e volumetrie, destinazione d’uso, categoria edilizia e che non alterano la sagoma degli edifici vincolati;

– le varianti a permessi di costruire che non portano a una variazione essenziale, ma solo se sono conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso richiesta dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico e prescritti dalle altre normative di settore.

È possibile usare la Scia in alternativa al posto del permesso di costruire per i seguenti interventi:

– ristrutturazione edilizia che porti a un organismo edilizio del tutto o solo in parte diverso dal precedente e che comporti modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti;

– ristrutturazione edilizia che, solo per gli immobili nei centri storici, comporti un cambio della destinazione d’uso,

– interventi che comportino modifiche della sagoma di immobili sottoposti a vincoli;

– interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica se sono disciplinati da piani attuativi, o accordi negoziali che valgono come piano attuativo, che contengono precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive;

– interventi di nuova costruzione effettuati in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali che contengono precise disposizioni plano-volumetriche.

In questi casi, dopo la presentazione della Scia è necessario aspettare almeno 30 giorni prima dell’effettivo inizio dei lavori.