La commissione Giustizia del Senato ha cancellato il reato di abuso d’ufficio

La commissione Giustizia del Senato ha approvato, il 10 gennaio 2024, l’articolo 1 del ddl Nordio, che prevede l’abrogazione dell’articolo 323 del codice penale, relativo al reato di abuso d’ufficio.

L’articolo 323 del codice penale punisce il pubblico ufficiale che, nell’esercizio delle sue funzioni o del suo servizio, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, compie un atto arbitrario contrario ai doveri del suo ufficio o pregiudica l’interesse pubblico o di un privato.

L’abrogazione del reato di abuso d’ufficio è stata fortemente voluta dalla maggioranza di governo, composta da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. A votare con la maggioranza è stata Italia Viva con Ivan Scalfarotto. Voto rivendicato da Matteo Renzi.

I sostenitori dell’abrogazione sostengono che il reato di abuso d’ufficio è troppo vago e difficile da applicare, e che spesso viene utilizzato per perseguire i politici per motivi politici.

I contrari all’abrogazione sostengono che il reato di abuso d’ufficio è fondamentale per tutelare la legalità e l’imparzialità dell’azione amministrativa. Sostengono inoltre che l’abrogazione del reato potrebbe portare a un aumento della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione.

Il testo del ddl Nordio dovrà ora essere approvato dalla Camera dei deputati. Se il testo verrà approvato in entrambe le Camere nella stessa formulazione, l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio entrerà in vigore.

Le conseguenze dell’abrogazione del reato di abuso d’ufficio sono ancora da valutare.

È possibile che l’abrogazione possa effettivamente portare a un miglioramento dell’efficienza della pubblica amministrazione, ma è anche possibile che possa portare a un aumento della corruzione e dell’illegalità.