Hatshepsut:Io sono Faraone. Io sono donna. E governerò come tale
Hatshepsut:Io sono Faraone. Io sono donna. E governerò come tale
Hatshepsut si alzò dal trono dorato, il suo sguardo fiero percorse la grande sala del palazzo di Tebe. I dignitari e i sacerdoti erano riuniti dinanzi a lei, alcuni con espressioni di rispettoso timore, altri con un’inconfondibile perplessità. Il silenzio regnava, spezzato solo dal lieve sfrigolio delle torce che illuminavano le colonne scolpite con le sue imprese.
“Io sono Faraone!” dichiarò con voce ferma e potente. “Non una reggente, non una consorte, ma il sovrano dell’Alto e Basso Egitto. E a me ci si deve rivolgere come a colei che governa!”

Mormorii serpeggiarono tra i presenti. Alcuni abbassarono lo sguardo, altri si scambiarono occhiate fugaci. Da sempre, il titolo di Faraone era stato riservato agli uomini, ma Hatshepsut aveva sfidato la tradizione, assumendo non solo il potere assoluto, ma anche i simboli regali: la barba posticcia, la corona e lo scettro. Tuttavia, una cosa non poteva essere negata: era una donna, e una donna avrebbe governato.
“Perché dovrei farmi chiamare al maschile? Perché dovrei nascondere la mia essenza, come se il mio sesso rendesse le mie decisioni meno sagge o la mia autorità meno legittima? Io sono Hatshepsut, figlia di Amon, designata dagli dei per regnare su questa terra. I miei predecessori hanno innalzato templi e conquistato terre, e io non sarò da meno.”
I sacerdoti di Amon si guardarono tra loro, incerti se intervenire. Il loro potere era grande, ma lo era anche la determinazione di Hatshepsut. Durante i primi anni del suo regno, avevano accettato la sua presenza come co-reggente di Thutmose III, il giovane figlio del suo defunto sposo. Ma ora lei parlava come unica sovrana, rifiutando di essere relegata nell’ombra.
“Ho riaperto le rotte commerciali verso Punt, ho fatto erigere templi e obelischi che dureranno in eterno. Gli dei hanno benedetto il mio regno con prosperità e pace. Eppure, ancora si discute non della mia saggezza, ma del mio genere?” Un sorriso ironico sfiorò le sue labbra. “Non sono forse io la dimostrazione vivente che una donna può governare?”
I volti di alcuni generali si fecero tesi. In fondo, molti di loro erano cresciuti con l’idea che solo un uomo potesse portare avanti la grandezza dell’Egitto. Eppure, non potevano negare i successi della loro sovrana.
Un sacerdote, infine, osò parlare: “Maestà, non sarebbe più facile lasciar credere al popolo che tu sia un faraone come tutti gli altri? Dopotutto, la tradizione…”
“La tradizione può essere piegata dalla volontà di chi comanda,” lo interruppe Hatshepsut. “Io non mi nasconderò dietro false apparenze. Mi sono fatta rappresentare come un uomo solo per rendere il mio potere inconfutabile agli occhi di chi non sa vedere oltre l’abitudine. Ma ora ribadisco: io sono donna e sono faraone.”
Un lungo silenzio seguì quelle parole. Il concetto era rivoluzionario, persino scandaloso per alcuni. Ma nessuno osò opporsi apertamente. Hatshepsut aveva il potere, e il potere non aveva genere.
Secoli dopo, il suo nome sarebbe stato martellato dalle iscrizioni, cancellato dagli annali ufficiali come se non fosse mai esistita. Ma la pietra e la storia avrebbero tradito chi tentava di seppellirla nell’oblio. Le sue imprese, i suoi templi, la sua audacia avrebbero continuato a parlare per lei.
Oggi, in un mondo moderno, donne di potere si trovano di fronte a una sfida simile. Alcune scelgono di essere chiamate con titoli maschili, quasi a voler legittimare il loro ruolo in un sistema che ancora fatica a riconoscere pienamente il femminile nell’autorità. Ma non sarebbe forse il momento di abbracciare ciò che Hatshepsut proclamava oltre tremila anni fa? Non sarebbe giusto che le donne in posizione di comando siano riconosciute per quello che sono, senza dover adattarsi a linguaggi e convenzioni che le vorrebbero invisibili?
Lei lo capì e lo dichiarò senza timore:
Hatshepsut:Io sono Faraone. Io sono donna. E governerò come tale
Tre libri in italiano che trattano il tema di Hatshepsut e Thutmose III:
La regina misteriosa
Autrice: Christiane Desroches Noblecourt. Questo libro offre una biografia dettagliata di Hatshepsut, analizzando il suo ruolo come faraone donna e il contesto storico del suo regno.
La regina d’oro: La storia di Hatshepsut, la donna che diventò faraone
Autore: Christian Jacq. Un romanzo storico che narra la vita di Hatshepsut, esplorando la sua ascesa al trono e le sfide che ha affrontato come sovrana dell’Egitto.
Il faraone
Autore: Christian Jacq. Questo romanzo racconta la vita di Thutmose III, spesso chiamato il “Napoleone d’Egitto”, e il suo regno caratterizzato da conquiste militari e sviluppo culturale.
Questi testi offrono una panoramica approfondita sulla vita e il regno di Hatshepsut e Thutmose III, arricchendo la comprensione del contesto storico dell’antico Egitto.

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