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Giornata dell’Europa-anniversario della dichiarazione Schuman

Giornata dell’Europa-anniversario della dichiarazione Schuman

Il 9 maggio celebriamo una straordinaria Giornata dell’Europa.

Quest’anno non solo segna il 70 ° anniversario della dichiarazione Schuman, ma ci troviamo anche in una crisi globale che richiede la nostra cooperazione e solidarietà come mai prima d’ora.

Molti storici pensano che la crisi del ’29 sia l’inizio della guerra perché segna la chiusura dei mercati e questo porta alle autarchie e alla rottura delle collaborazioni internazionali.

La fine del libero mercato e della concorrenza segna un’escalation che porterà alla guerra.

Ad esempio in Germania la crisi economica dovuta al ritiro dei capitali americani, in seguito appunto alla crisi del ’29, segna l’avvento di Hitler.

L’economia autarchica e protezionistica è un tipo di economia che porta alla guerra.

Quindi la mancata liberalizzazione dei mercati e la rottura dei rapporti internazionali prelude alla guerra mondiale.

Nel passato c’era l’utopia, l’idealità dell’Europa

Dopo la seconda guerra mondiale riprende il movimento dell’integrazione e se ne fanno promotori i cattolici e i socialisti

Robert Schuman è considerato uno dei padri d’Europa.

Nella sua dichiarazione del 9 maggio 1950, egli propone di collocare la produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un’Alta Autorità comune, all’interno di un’organizzazione aperta alla partecipazione degli altri paesi europei.

Il piano Schuman ha portato alla creazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA), che è all’origine dell’attuale Unione europea.

Dalla Dichiarazione Schuman.

Ispirato da Jean Monnet e fatto proprio dal primo ministro francese, la Dichiarazione Schumann è il testo fondamento della nuova Europa. (9 maggio 1950)

“La pace mondiale non potrebbe essere salvaguardata senza sforzi creativi all’altezza dei pericoli che la minacciano… Facendosi da più di venti anni paladina di un’Europa unita, la Francia ha sempre avuto come obiettivo essenziale il perseguimento della pace.

L’Europa non è stata fatta, abbiamo avuto la guerra.

L’Europa non si farà d’un colpo, né all’interno di una costruzione complessiva: essa si farà attraverso realizzazioni concrete creando dapprima una solidarietà di fatto.

La riunione delle nazioni europee esige che la contrapposizione secolare fra Francia e Germania venga eliminata: l’azione intrapresa deve riguardare prima di tutto la Francia e la Germania.

A questo punto, il governo francese propone … di collocare l’insieme della produzione franco-tedesca del carbone e dell’acciaio, sotto un’Alta Autorità comune, in una organizzazìone aperta alla partecipazione degli altri Paesi d’Europa.

La messa in comune delle produzioni di carbone e acciaio assicurerà immediatamente l’istituzione delle basi comuni dello sviluppo economico, prima tappa di una Federazione europea, e cambierà il destino di quelle regioni per molto tempo votate alla produzione militare di cui poi sono state costantemente vittime.

La solidarietà di produzione così instaurata dimostrerà che qualsiasi guerra tra la Francia e la Germania diviene non solamente impensabile, ma materialmente impossibile.

L’istituzione di questa poderosa unità di produzione aperta a tutti i Paesi che volessero parteciparvi, arrivando a fornire a tutti i Paesi riuniti gli elementi fondamentali della produzione industriale alle medesime condizioni, getterà le fondamenta reali della loro unificazione economica.

Questa produzione sarà offerta a tutto il mondo senza distinzione né esclusione, per partecipare all’innalzamento del livello di vita e allo sviluppo delle opere di pace.

L’Europa potrà, con mezzi superiori, perseguire la realizzazione di uno dei suoi compiti essenziali: lo sviluppo dei continente africano.

Così sarà realizzata semplicemente e rapidamente la fusione di interessi indispensabili a stabilire una comunità economica e sarà introdotto il fermento di una comunità più larga e più profonda tra Paesi per molto tempo opposti da laceranti divisioni.

Attraverso la comunione della produzione di base e l’istituzione di una nuova Alta Autorità, le cui decisioni saranno impegnative per Francia e Germania e per gli altri Paesi aderenti, questa proposta realizzerà le prime occasioni concrete di una Federazione europea indispensabile alla conservazione della pace….

La circolazione dei carbone e dell’acciaio tra i Paesi aderenti sarà immediatamente affrancata da ogni diritto doganale e non potrà essere assoggettata a tariffe di trasporto differenziate…

Al contrario di un cartello internazionale tendente alla divisione e al controllo dei mercati nazionali attraverso pratiche restrittive e al mantenimento di profitti elevati, l’organizzazione progettata assicurerà la fusione, dei mercati e l’espansione della produzione.

I principi e gli impegni principali qui sopra definiti saranno alla base di un trattato firmato fra gli Stati…

L’Alta Autorità comune incaricata dei funzionamento a regime sarà composta di personalità indipendenti designate su base paritetica dai governi; le sue decisioni saranno esecutive in Francia, in Germania e nei Paesi aderenti.

Disposizioni appropriate assicureranno i canali di ricorso necessari contro le decisioni dell’Alta Autorità.

Un rappresentante delle Nazioni Unite presso questa Autorità sarà incaricato di redigere due volte all’anno un rapporto pubblico all’ONU per render conto dei funzionamento dei nuovo organismo, in particolare per la salvaguardia dei suoi fini di pace…”

 

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