Donazione organi: crescono i “no”, ma l’Italia resta solidale

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Donazione organi: crescono i “no”, ma l’Italia resta solidale

Nonostante una leggera crescita delle opposizioni, gli italiani continuano a dimostrarsi generosi quando si tratta di donazione di organi e tessuti. I dati più recenti, diffusi dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) in occasione della Giornata della donazione dell’11 aprile, raccontano una realtà sfaccettata: da un lato crescono i “no” registrati al momento del rinnovo della Carta d’identità elettronica (CIE), dall’altro si conferma una solida maggioranza di consensi, segno di una cultura della solidarietà che, nonostante le difficoltà, resiste.

Donazione organi: crescono i “no”, ma l’Italia resta solidale

Nel primo trimestre del 2025, su circa 950mila dichiarazioni espresse al momento del rinnovo della CIE, ben 570mila cittadini (pari al 60,3%) hanno dato il proprio assenso alla donazione degli organi post mortem. Tuttavia, i “no” sono saliti al 39,7%, con un aumento del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. Le astensioni, invece, sono in leggero calo, attestandosi al 32,4%. Questo incremento delle opposizioni potrebbe derivare da diversi fattori: disinformazione, diffidenza, oppure semplicemente mancata consapevolezza del significato profondo di una scelta che può salvare vite umane.

Tra le città italiane, Trento si conferma ancora una volta al vertice della classifica della generosità, con il 73,6% dei cittadini favorevoli alla donazione. Seguono Sassari e Verona, anch’esse sopra la soglia del 70%. Nella graduatoria delle Regioni e Province autonome, Trento guida il gruppo, davanti a Valle d’Aosta e Sardegna. Ma è guardando ai piccoli comuni che emergono storie di autentica solidarietà civica: Verceia, in provincia di Sondrio, svetta con un solo “no” su 158 dichiarazioni. Al secondo posto si trova Cinte Tesino (Trento), seguita da Longano (Isernia), mentre Geraci Siculo (Palermo), per tre anni consecutivi in vetta alla classifica, scivola al quarto posto.

Questi numeri si inseriscono in un contesto generale estremamente positivo per la rete dei trapianti in Italia. Il 2024 è stato, infatti, un anno da record: sono state registrate 2.110 donazioni effettive di organi (+2,7% rispetto al 2023), su un totale di 3.192 segnalazioni (+3,2%). Questo ha permesso di effettuare 4.692 trapianti, con un incremento del 5,1% rispetto all’anno precedente. Il tasso nazionale di donazione ha superato per la prima volta i 30 donatori per milione di persone (pmp), collocando l’Italia ai vertici europei.

Tra gli organi trapiantati, spiccano i cuori (+13%) e i reni (+6,6%). I trapianti renali hanno raggiunto quota 2.393, mentre quelli cardiaci sono stati 418. Anche i trapianti di fegato hanno segnato una leggera crescita (+1,8%). Solo i trapianti di polmoni hanno registrato un lieve calo, passando da 188 del 2023 a 174 nel 2024.

Un ruolo sempre più centrale lo stanno assumendo le donazioni a cuore fermo (DCD – Donation After Cardiac Death), che nel 2024 sono aumentate del 29,4%, rappresentando il 13,2% del totale. Questo tipo di donazione richiede una particolare preparazione tecnologica e organizzativa, a conferma dei continui progressi del sistema sanitario italiano. I centri ospedalieri attivi in questo ambito sono saliti da 72 a 85 in un solo anno.

Anche le donazioni di cellule staminali emopoietiche hanno visto una crescita incoraggiante. Nel 2024 si sono registrate 410 donazioni (+2,8%), mentre i trapianti da donatori non consanguinei hanno toccato quota 1.095, il dato più alto mai registrato. Il registro IBMDR (Italian Bone Marrow Donor Registry) ha superato la soglia del mezzo milione di donatori attivi, grazie all’iscrizione di oltre 32mila nuovi giovani tra i 18 e i 35 anni.

Questi risultati sono il frutto di un sistema efficiente, ben organizzato, e di una comunità di professionisti e volontari che lavora con passione e competenza. Tuttavia, la crescita delle opposizioni è un segnale che non può essere ignorato. È necessario continuare a investire nella comunicazione, nella formazione e nella sensibilizzazione, soprattutto tra i più giovani, affinché ogni cittadino possa compiere una scelta consapevole.

Donare gli organi significa regalare una seconda possibilità, trasformare il dolore in speranza, la fine in un nuovo inizio per qualcun altro. Promuovere la cultura della donazione significa anche rafforzare il senso di appartenenza a una comunità che non si arrende, che crede nella scienza, nella solidarietà e nella vita.

L’Italia, oggi, è tra i Paesi più virtuosi in Europa, ma può fare ancora di più. La sfida è culturale prima che sanitaria: superare le paure, le false credenze, e comprendere che la donazione non è una perdita, ma un dono che lascia un’impronta profonda, indelebile, nel cuore di chi riceve… e in quello di chi sceglie di dare.

Donazione organi: crescono i “no”, ma l’Italia resta solidale

Tre libri che affrontano il tema della donazione di organi, trapianti o comunque riflessioni legate alla vita, morte e solidarietà attraverso il corpo:


1. “Il dono. Perché si dona, che cosa si dona, a chi si dona” – Marcel Mauss

📚 Genere: Saggio antropologico
🌍 Autore: Francese, tradotto in italiano
💡 Perché è rilevante:
Anche se non parla direttamente di donazione di organi, questo saggio è fondamentale per capire il significato profondo del dono nella società umana. È spesso citato in contesti bioetici e sociologici quando si analizza la donazione di organi come atto altruistico e sociale, non solo medico.


2. “Ogni battito del cuore” – Jodi Picoult

📚 Titolo originale: My Sister’s Keeper
🌍 Autrice: Statunitense, tradotto in italiano
💡 Perché è rilevante:
Racconta la storia di una ragazza concepita per essere donatrice compatibile per la sorella malata. Il romanzo tocca profondamente i temi del diritto al proprio corpo, la famiglia, e la donazione come scelta e conflitto etico. È un romanzo emotivo e ricco di spunti di riflessione, anche per chi si occupa di bioetica.


3. “Le domande della vita” – Fernando Savater

📚 Genere: Saggio filosofico
🌍 Autore: Spagnolo, tradotto in italiano
💡 Perché è rilevante:
Un testo filosofico accessibile che affronta temi fondamentali come la vita, la morte, la libertà e la responsabilità morale, spesso in relazione alla medicina e alle scelte etiche. Ideale per riflettere anche sul perché della donazione di organi e sul senso di “lasciare qualcosa di sé” agli altri.

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