Adozione: tra legami affettivi e ricerca biologica
Adozione: tra legami affettivi e ricerca biologica
“La Strega di Portobello” e il coraggio dell’adozione: un viaggio d’identità e di diritti
Nel romanzo La Strega di Portobello, Paulo Coelho ci introduce al misterioso e affascinante personaggio di Athena, una donna adottata da una famiglia libanese e poi trasferitasi a Londra a seguito della guerra civile nel suo paese natale. Athena non è solo la protagonista del libro, ma diventa anche il simbolo di una ricerca di identità che tocca profondamente il cuore di ogni persona che ha vissuto l’esperienza dell’adozione, sia come genitore adottivo sia come figlio adottato.
Adozione: tra legami affettivi e ricerca biologica

La storia di Athena è frammentata, raccontata attraverso le voci di coloro che l’hanno conosciuta e amata, quasi a rappresentare il mosaico complesso e non lineare che spesso è la vita delle persone adottate. Il libro si muove tra misticismo, spiritualità e introspezione, ma al centro resta una domanda universale: Chi sono io, se non conosco le mie origini?
Questa domanda è tanto più rilevante se considerata nel contesto dell’adozione, tema ancora oggi delicato e carico di implicazioni sociali, culturali e psicologiche. Athena, dopo essere diventata madre a sua volta, sente il bisogno impellente di ritrovare la propria madre biologica. Un bisogno che non nasce da mancanze nei confronti della famiglia adottiva, ma da un desiderio profondo di completare il puzzle della propria esistenza. Il suo viaggio in Romania per cercare la verità sulle sue origini è anche una metafora di ogni percorso adottivo: un’esplorazione non solo geografica ma interiore, alla ricerca di sé stessi.
L’esperienza di Athena si intreccia perfettamente con l’attuale dibattito italiano sull’adozione, specialmente dopo l’approvazione della possibilità per i single di adottare, sebbene con limiti importanti: possono infatti adottare solo bambini provenienti dall’estero e da un numero ristretto di Paesi. Questa apertura, seppur limitata, rappresenta comunque una svolta in un sistema tradizionalmente molto rigido, che tende a considerare la famiglia ideale come una coppia eterosessuale stabile. Tuttavia, l’esclusione dei bambini italiani da questo tipo di adozione da parte dei single pone interrogativi etici e giuridici rilevanti. Perché un bambino nato in Italia non dovrebbe avere le stesse possibilità di essere accolto da una persona single come accade per un bambino straniero?
La battaglia per il diritto all’adozione è stata sostenuta con forza da diverse figure pubbliche e attivisti, tra cui Dalida Di Lazzaro, protagonista di numerose iniziative a favore dell’ampliamento delle possibilità di adozione. Da anni, Di Lazzaro si batte per una visione più inclusiva della genitorialità, sostenendo che ciò che conta davvero non è la struttura della famiglia, ma la capacità di offrire amore, sicurezza e stabilità. Proprio come Athena nel romanzo, che da madre sola sceglie consapevolmente di crescere suo figlio da sola pur di offrirgli una vita degna e piena, anche nella realtà molte persone single si sentono pronte a intraprendere questo cammino con coraggio.
Il romanzo di Coelho diventa così anche una riflessione sulla maternità e la genitorialità fuori dai canoni tradizionali. Athena è una donna forte, spirituale, che cerca la verità e sfida le convenzioni. In un certo senso, la sua figura incarna proprio quel tipo di genitore non convenzionale – come può essere un single – che la società guarda con sospetto, ma che ha tutte le capacità per offrire amore autentico e cura.
In Italia, il cammino verso una maggiore apertura dell’adozione è ancora lungo e tortuoso. Le restrizioni che limitano l’adozione internazionale solo a determinati Paesi non fanno che complicare ulteriormente un processo già di per sé complesso e costoso. Per non parlare delle lunghe attese, dei requisiti rigidi e della burocrazia, che spesso scoraggiano chi avrebbe le qualità per diventare un ottimo genitore.
Tuttavia, storie come quella di Athena ci ricordano che il bisogno di appartenenza e verità è universale. Che essere genitori non significa solo procreare, ma anche – e soprattutto – scegliere, giorno dopo giorno, di amare, accompagnare e crescere un essere umano. Ed è proprio questo il messaggio profondo che la storia della “strega di Portobello” vuole trasmetterci: la verità su noi stessi non ci viene data alla nascita, ma la costruiamo lungo il nostro cammino, con le scelte che facciamo, le persone che incontriamo e l’amore che siamo capaci di dare e ricevere.
In conclusione, La Strega di Portobello è molto più di un romanzo spirituale. È una potente riflessione sull’identità, sull’abbandono e sulla rinascita. È un invito a guardare oltre le etichette, le norme e i pregiudizi, per riconoscere il valore profondo della genitorialità in tutte le sue forme. Ed è anche un appello, implicito ma potente, a riformare un sistema adottivo che deve mettere al centro non più la forma della famiglia, ma il benessere del bambino. Solo allora potremo dire di aver compreso davvero il significato dell’amore, così come ci viene raccontato attraverso gli occhi e le scelte coraggiose di Athena.
Adozione: tra legami affettivi e ricerca biologica
Tre libri in italiano, anche di autori stranieri, che affrontano in modo significativo il tema dell’adozione:
1. La Strega di Portobello – Paulo Coelho
Tema trattato: Adozione, identità, spiritualità, ricerca delle origini
Editore: Bompiani
In questo romanzo, Coelho ci presenta la storia di Athena, una donna adottata che sente il richiamo profondo di scoprire le sue radici biologiche. Il romanzo si sviluppa come una serie di testimonianze di chi l’ha conosciuta, costruendo un mosaico della sua identità frammentata e in continua evoluzione. L’adozione è trattata come un punto d’origine da cui parte un viaggio esistenziale profondo, tra dolore, consapevolezza e trasformazione. Il libro evidenzia il legame emotivo tra madre e figlia, anche in assenza di contatto, e la necessità di conoscere le proprie radici per potersi riconciliare con se stessi.
2. L’amore che mi resta – Michela Marzano
Tema trattato: Adozione, perdita, maternità, ricostruzione interiore
Editore: Einaudi
In questo intenso romanzo italiano, Marzano esplora il dramma di una madre che perde la figlia adottiva e si ritrova a fare i conti con il dolore, il senso di colpa, ma anche con l’identità stessa del legame adottivo. La protagonista ripercorre il passato della bambina adottata, affrontando le ferite invisibili lasciate dall’abbandono e dal trauma, ma anche quelle di chi adotta con amore, senza mai sapere se sarà davvero “abbastanza”. Il libro è commovente e profondo, e apre una riflessione autentica sulla complessità emotiva e psicologica dell’adozione.
3. Figli dello stesso cielo – Annamaria Testa
Tema trattato: Adozione internazionale, multiculturalismo, differenze culturali
Editore: Feltrinelli
Un saggio narrativo, a tratti autobiografico, in cui l’autrice racconta la propria esperienza di madre adottiva di un bambino proveniente dall’estero. Attraverso aneddoti quotidiani, riflessioni lucide e profonde, Testa affronta temi come l’integrazione culturale, il pregiudizio, le difficoltà burocratiche, ma anche l’enorme potenza dell’amore genitoriale che va oltre la biologia. Il libro è utile anche per comprendere i limiti normativi delle adozioni internazionali, un tema ancora molto attuale in Italia.

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