Libertà, autorità e utilitarismo nell’epoca del conformismo globale
Libertà, autorità e utilitarismo nell’epoca del conformismo globale
Riflessione ispirata al pensiero di John Stuart Mill, alla luce della decisione dell’amministrazione Trump e del contesto globale
In un’epoca di crisi globali sovrapposte — guerre, disastri ambientali, derive autoritarie — si fa sempre più urgente interrogarsi sul rapporto tra individuo e società, tra autorità e libertà. Alla luce della decisione dell’amministrazione Trump di revocare la certificazione del programma per studenti e visitatori stranieri dell’università di Harvard, emerge una questione cruciale: quali sono oggi i limiti legittimi dell’autorità statale sulla libertà individuale e intellettuale?

Questa domanda trova una guida insostituibile nel pensiero liberale di John Stuart Mill, in particolare nella sua concezione etica dell’utilitarismo e nella sua difesa intransigente dell’individualità come valore fondante della società. Mill afferma che ogni individuo ha il diritto di fare ciò che desidera, a patto che non rechi danno agli altri. Questo principio — semplice solo in apparenza — è oggi più che mai disatteso. La revoca della certificazione a un’istituzione come Harvard, simbolo di sapere critico e apertura globale, rappresenta non solo una rappresaglia ideologica, ma un attacco alla libertà di coscienza, di pensiero e di espressione. Un attacco all’essenza stessa del pluralismo.
In nome di una presunta sicurezza nazionale, si restringe lo spazio dell’individualità intellettuale e culturale, esattamente come Mill temeva: lo Stato, invece di tutelare la libertà, diventa agente del conformismo e della repressione. Harvard, con la sua tradizione di accoglienza e pensiero critico, ha ospitato per decenni studenti da ogni parte del mondo. Revocare la sua possibilità di accogliere visitatori e studenti stranieri significa colpire non solo un’università, ma un principio: la possibilità di apprendere attraverso la differenza.
Questa misura va letta in parallelo a quanto accade a Gaza, dove le condizioni umanitarie sono catastrofiche e l’accesso all’informazione è gravemente compromesso. Mentre a Gaza la libertà fisica e il diritto alla vita stessa vengono cancellati da bombardamenti e assedi, negli Stati Uniti l’autorità colpisce una delle forme più sottili e preziose di libertà: quella intellettuale. In entrambi i casi, si assiste a una crescente intolleranza verso la dissidenza, la diversità e l’autonomia del pensiero.
Mill ci mette in guardia contro una delle minacce più subdole alla libertà individuale: la “tirannia della maggioranza”, ossia la tendenza di una società democratica a soffocare le opinioni divergenti in nome di una supposta unità morale o patriottica. È ciò che avviene quando si colpiscono le istituzioni che ospitano pensiero critico, o si demonizzano le università che promuovono la giustizia sociale, l’antirazzismo, o il diritto internazionale umanitario — come ha fatto Harvard sostenendo la protezione dei civili a Gaza. L’amministrazione Trump, nel prendere di mira Harvard, non solo reagisce a una posizione politica, ma cerca di imporre un modello di sapere addomesticato, chiuso, subordinato all’interesse politico immediato.
Per Mill, la formazione dell’opinione pubblica deve passare attraverso un confronto aperto, dialettico, tra posizioni opposte. Solo conoscendo profondamente le tesi contrarie alle proprie si può giungere a una convinzione solida, non dogmatica. Sopprimere l’opinione altrui, anche quando falsa, è un crimine contro la verità, poiché priva l’umanità della possibilità di raffinare la propria comprensione del mondo.
In questo senso, la revoca del programma per studenti internazionali è un segnale d’allarme: si teme lo sguardo esterno, la contaminazione, lo scambio. Ma se una società chiude i suoi spazi critici, non solo soffoca l’individuo, ma indebolisce se stessa. La libertà non è un rischio da gestire, ma una condizione per la crescita collettiva. Lo Stato, secondo Mill, dovrebbe promuovere un “governo di tutti per tutti”, non uno strumento di intimidazione.
Non va sottovalutato, inoltre, il messaggio implicito che questa decisione manda agli studenti internazionali, in particolare a quelli provenienti da Paesi in conflitto, come Palestina, Siria o Iran: la vostra presenza qui non è più desiderata, la vostra voce è ritenuta scomoda. E questo è l’esatto contrario della visione milliana, che considera la diversità come fonte di arricchimento per l’intera società.
In un mondo che si chiude sempre più in sé stesso, dalla Palestina agli Stati Uniti, dalla censura di voci scomode alle restrizioni alla mobilità intellettuale, il pensiero di Mill torna a farsi urgente. L’utilitarismo di Mill non è un semplice calcolo egoistico del piacere, ma una visione etica fondata sul benessere collettivo qualitativamente inteso: solo una società che coltiva le facoltà più nobili dell’individuo — la ragione, la creatività, il dialogo — può dirsi giusta. E una società giusta non ha paura delle differenze, anzi, le protegge come risorse vitali.
Se il nostro tempo appare segnato da nuove forme di autoritarismo, è perché abbiamo smarrito il senso profondo della libertà come confronto, e della felicità come libertà realizzata, non imposta. Difendere luoghi come Harvard, così come difendere il diritto dei palestinesi a vivere in dignità, significa lottare per una libertà che non è privilegio, ma condizione dell’umano.
Adesso tra le macerie di Gaza e i cancelli chiusi delle università, si combatte la stessa battaglia: quella tra la libertà viva dell’individuo e il potere cieco dell’autorità.
Libertà, autorità e utilitarismo nell’epoca del conformismo globale
Tre libri in italiano, compreso il Saggio sulla libertà di John Stuart Mill, che affrontano il tema della libertà individuale, del rapporto tra individuo e società, della libertà di pensiero, della giustizia sociale e dei limiti del potere, tutti ancora oggi estremamente attuali nel contesto politico e culturale globale:
1. John Stuart Mill – Saggio sulla libertà
📘 Titolo originale: On Liberty
📍 Traduzione italiana: varie edizioni (Laterza, BUR, Feltrinelli)
🧠 Temi trattati: libertà di pensiero, individualismo, limite dell’autorità, democrazia, utilitarismo
📌 Perché leggerlo: è uno dei testi fondativi del pensiero liberale moderno. Mill difende la libertà dell’individuo contro il potere oppressivo dello Stato e della maggioranza, sostenendo che ogni opinione, anche la più impopolare, ha diritto di esistere.
🎯 Attualità: utile per analizzare decisioni politiche che minacciano la libertà accademica, come la revoca del programma internazionale ad Harvard.
2. Hannah Arendt – La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme
📘 Titolo originale: Eichmann in Jerusalem: A Report on the Banality of Evil
📍 Traduzione italiana: Feltrinelli
🧠 Temi trattati: responsabilità individuale, autorità, obbedienza, coscienza morale, totalitarismo
📌 Perché leggerlo: Arendt riflette sulla figura di Eichmann e sul fatto che il male può derivare non da fanatismo, ma dalla mancanza di pensiero critico e coscienza individuale.
🎯 Attualità: ci mette in guardia contro il conformismo cieco e le istituzioni che scoraggiano la responsabilità morale individuale.
3. George Orwell – 1984
📘 Titolo originale: Nineteen Eighty-Four
📍 Traduzione italiana: Mondadori, BUR, Feltrinelli (varie edizioni)
🧠 Temi trattati: totalitarismo, controllo del pensiero, censura, libertà, verità
📌 Perché leggerlo: romanzo distopico fondamentale per comprendere i meccanismi attraverso cui un potere autoritario può riscrivere la realtà e soffocare l’individuo.
🎯 Attualità: potente metafora delle derive politiche contemporanee che limitano la libertà di espressione, l’informazione e il pensiero critico.
📚 Bonus (4° suggerimento opzionale):
Noam Chomsky – Il bene comune
📍 Traduzione italiana: Tropea Editore
🧠 Temi: media, potere, democrazia, controllo sociale
📌 Perché: Chomsky analizza i limiti della democrazia formale e il ruolo manipolatorio delle élite politiche e mediatiche.

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