Il Cantico delle creature, nell’epoca del cambiamento climatico
Cosa ci insegna ancora oggi il Cantico delle creature, nell’epoca del cambiamento climatico
Oggi, mentre l’Europa fa i conti con alluvioni sempre più frequenti, frane che divorano interi versanti, periodi di siccità prolungata e ghiacciai che si ritirano a vista d’occhio, tornare a leggere il Cantico delle creature non è un esercizio di nostalgia spirituale. È, piuttosto, un atto politico e culturale. Scritto da San Francesco d’Assisi più di ottocento anni fa, quel testo poetico sembra parlare con sorprendente lucidità alla nostra contemporaneità fragile e inquieta.

Il Cantico non è solo una preghiera. È una visione del mondo. Francesco non si pone al centro della creazione, ma dentro di essa. Non domina, non sfrutta, non possiede. Chiama il sole “frate”, l’acqua “sora”, la terra “madre”. È un linguaggio radicale, che rovescia l’antropocentrismo moderno e ci costringe a una domanda scomoda: cosa accade quando smettiamo di considerarci padroni della natura e torniamo a riconoscerci parte di una comunità più ampia di viventi?
Frate Sole, nel Cantico, è luce che illumina e riscalda, non energia da estrarre senza limiti. Oggi, mentre il sole diventa simbolo di una transizione energetica ancora troppo lenta, quella strofa ci ricorda che l’energia non è neutra: dipende da come la utilizziamo, da quanto siamo capaci di rispettarne l’origine e i limiti. La crisi climatica nasce anche qui, dall’illusione che le risorse siano infinite.
Frate Vento, “con nubilo e sereno e onne tempo”, oggi porta con sé tempeste estreme, uragani mediterranei, eventi atmosferici sempre più violenti. Non è il vento ad aver tradito l’uomo, ma l’uomo ad aver alterato gli equilibri che lo rendevano amico. Francesco lo accoglie come forza vitale; noi lo temiamo perché abbiamo rotto l’armonia che lo governava.
Sora Acqua, “utile e umile e pretiosa e casta”, è forse la figura più drammaticamente attuale. L’acqua oggi uccide e salva: travolge città durante le alluvioni e scompare durante le siccità. La sua umiltà è diventata fragilità. Il Cantico ci ricorda che l’acqua non è una merce, ma una condizione della vita. Trattarla come un bene infinito ha prodotto disastri ambientali e sociali che pagano, come sempre, i più vulnerabili.
E poi c’è Madre Terra, “la quale ne sustenta et governa”. Francesco non parla di “ambiente”, parola astratta e distante, ma di una madre che nutre e accoglie. Oggi quella madre è ferita: suoli impoveriti, biodiversità in crollo, ghiacciai alpini che rischiano di scomparire entro pochi decenni. La terra non si vendica: reagisce. E le sue reazioni hanno un nome preciso, che chiamiamo cambiamento climatico.
Eppure, mentre i segnali sono sempre più evidenti, il negazionismo non scompare. Anzi, ritorna ciclicamente sulla scena politica globale. Le recenti posizioni di Donald Trump, che ha cancellato o disconosciuto impegni internazionali sul clima, mostrano quanto la crisi ambientale sia anche una crisi culturale. Negare l’evidenza scientifica significa continuare a considerare la natura come uno sfondo inerte, non come un sistema vivente da cui dipende il nostro stesso futuro.
Il Cantico delle creature ci insegna invece un’altra strada: quella dell’uso povero delle risorse. “Povertà” non come miseria, ma come misura. Consumare meno, condividere di più, ridurre l’impronta ecologica delle nostre scelte quotidiane. È una lezione che oggi risuona nelle parole della sostenibilità, dell’economia circolare, della giustizia climatica. Francesco non parlava di emissioni di CO₂, ma aveva già compreso che l’eccesso è il vero nemico della vita.
Cosa dobbiamo fare, allora, per proteggere il pianeta? La risposta non è solo tecnica, ma etica. Servono politiche coraggiose, investimenti nella transizione ecologica, accordi internazionali vincolanti. Ma serve anche un cambiamento di sguardo. Riconoscere che la crisi climatica non è una questione “ambientale”, ma una questione di relazione: tra noi e la terra, tra presente e futuro, tra Nord e Sud del mondo.
Il Cantico delle creature ci offre una speranza sobria, non ingenua. Ci dice che la vita può continuare a prosperare solo se torniamo a prendercene cura, con amore e responsabilità. Non come proprietari, ma come fratelli e sorelle di un mondo condiviso. In un’epoca di negazioni e rinvii, questa antica poesia ci ricorda una verità semplice e rivoluzionaria: senza cura non c’è futuro.
Il Cantico delle creature, nell’epoca del cambiamento climatico
Tre libri in italiano — tra opere di autori italiani e traduzioni significative — che esplorano in modo approfondito, critico e aggiornato i temi affrontati nell’articolo (crisi climatica, rapporto tra uomo e natura, visione ecologica e responsabile della Terra):
📗 Il cantico della terra – Stefano Mancuso
Un saggio recente e originale in cui il neurobiologo vegetale si ispira al Cantico delle creature di San Francesco per offrire una riflessione scientifica e filosofica sul rapporto tra esseri umani e natura. Attraverso l’analisi di ogni strofa — da frate Sole a madre Terra — Mancuso invita a comprendere il ruolo fondamentale degli elementi naturali e di una cura amorevole e sobria delle risorse come chiave per la sopravvivenza della specie e della biodiversità che ci circonda.
📘 “Il mondo in fiamme. Contro il capitalismo per salvare il clima” – Naomi Klein
Tradotto in italiano, questo libro affronta la crisi climatica mostrando come l’attuale modello economico — basato sulla crescita illimitata — sia profondamente connesso ai danni ambientali. Klein analizza eventi naturali estremi, disuguaglianze sociali e sistemi politici, sostenendo che una risposta efficace alla crisi climatica richiede azioni radicali e una trasformazione delle priorità socio-economiche. È un saggio che unisce ecologia e giustizia sociale, utile per comprendere perché la crisi climatica non sia solo “ambientale”.
📕 “The Climate Book” – Greta Thunberg e collettivo di esperti (traduzione in italiano)
Un’opera collettiva curata da Greta Thunberg, tradotta anche in italiano, che raccoglie contributi di esperti di scienze climatiche, economia, politica e sociologia. Il libro è strutturato per spiegare come funziona il clima, come sta cambiando, perché è importante agire ora e quali strumenti abbiamo disponibili. Offre una visione interdisciplinare e aggiornata della crisi climatica, dalle cause ai possibili percorsi di mitigazione e adattamento, sottolineando l’importanza dell’educazione e dell’informazione come strumenti necessari per la lotta al cambiamento climatico.
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