Decreto Controlli Antincendio e il vero stato dei controlli in Italia

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Decreto Controlli Antincendio: cosa cambia dal 25 settembre 2025 e il vero stato dei controlli in Italia

Il 25 settembre 2025 segna una tappa importante nel quadro normativo italiano della sicurezza antincendio con l’entrata in vigore di disposizioni chiave del cosiddetto Decreto Controlli (Decreto Ministeriale 1° settembre 2021). Con l’obiettivo di elevare professionalità, competenza e affidabilità delle attività di manutenzione sugli impianti antincendio, il decreto ha ridefinito i requisiti per i tecnici manutentori: solo chi è in possesso dell’attestazione rilasciata dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco può esercitare legalmente. Questo rappresenta un passo deciso verso la professionalizzazione di un settore in cui competenze specialistiche sono imprescindibili per la sicurezza reale, oltre che normativa.

Decreto Controlli Antincendio e il vero stato dei controlli in Italia

È importante ricordare che con il Decreto del Ministero dell’Interno del 15 luglio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 agosto 2025, è stata invece prorogata al 25 settembre 2026 la scadenza per ottenere la qualifica di tecnico manutentore antincendio, in considerazione dell’accelerazione delle procedure di esame e inserimento nel portale nazionale.

Come funzionano i controlli antincendio in Italia

Nel nostro Paese la prevenzione incendi è di competenza del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Secondo la normativa vigente (D.P.R. 151/2011 e successive modifiche), le attività soggette a prevenzione antincendio — che vanno dalle scuole ai locali di pubblico spettacolo fino ad alberghi, centri commerciali e aziende a rischio — devono presentare al Comando territoriale dei Vigili del Fuoco una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) o altra documentazione prevista. Una volta ricevuta la SCIA, il Comando ha l’obbligo di effettuare un controllo tramite visita tecnica per verificare la conformità ai requisiti di prevenzione incendi entro sessanta giorni. Questo controllo è obbligatorio per tutte le SCIA, e riguarda quindi ogni locale che accede per la prima volta al regime di controllo. La prassi comporta che i controlli effettivi si concentrano soprattutto sulle nuove segnalazioni: la risiko normativa richiede verifiche automatiche solo a seguito della presentazione di SCIA. Non esiste, quindi, una statistica ufficiale completa che misuri il numero esatto di locali “scoperti” da controlli per oltre 5 o 10 anni. I dati pubblicati negli Annuari Statistici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ad esempio, dettagliano le istanze presentate e quelle evase (valutazioni e rinnovi), ma non offrono una misura diretta del “tasso di controlli mancanti” su tutto il territorio nazionale.

Lo stato reale dei controlli: numeri e limiti

L’Annuario Statistico 2025, che raccoglie i dati consolidati del 2024, fornisce un quadro delle attività svolte dai Vigili del Fuoco in termini di prevenzione incendi, ma non calcola un tasso di scopertura aggregato con percentuali di locali “non visitati”. Lo strumento statistico si concentra su:

  • Numero di istanze di prevenzione incendi presentate (valutazioni di progetto, SCIA, rinnovi) e relative evasioni da parte dei Comandi provinciali.

Distinzione delle attività soggette secondo categorie di rischio (A, B, C). Sono dati importanti per comprendere l’impegno amministrativo e tecnico, ma occorre interpretare con cautela affermazioni come “20% delle attività non controllate”: non esiste al momento una statistica ufficiale su percentuali di locali fuori da ogni visita ispettiva in un dato arco di tempo. I controlli sono, per legge, collegati a procedure di presentazione delle SCIA, e la visita tecnica è obbligatoria per ogni nuova SCIA di categoria C, con guasti sostanziali di riscontro sul territorio.

Il rischio di controlli “a campione” limitati

Una delle criticità spesso evidenziate dagli operatori del settore è che, al di fuori delle SCIA, i controlli “a campione” o d’ufficio possono essere meno frequenti in strutture più stabili o con pratiche già presentate. In assenza di una nuova SCIA o variazione significativa, quindi, è teoricamente possibile che un locale non riceva una visita ispettiva per anni — non per “scopertura” formale, ma per l’attuale architettura degli adempimenti. Questa dinamica è conosciuta dalla prassi operativa, ma non esiste ancora una metrica pubblica che quantifichi la sua entità.

Prevenzione e futuro: tra professionalità e cultura della sicurezza

La tragedia di Crans-Montana e altre catastrofi da incendio hanno sottolineato come non sia quasi mai un singolo elemento a causare una tragedia, ma l’effetto combinato di più fattori: materiali infiammabili, configurazioni spaziali sfavorevoli, affollamento e vie di fuga difficoltose. Questo principio vale anche per la prevenzione antincendio civile: norme rigide da sole sono insufficienti se non accompagnate da una cultura diffusa della sicurezza, manutenzione continua e personale altamente qualificato.

La nuova disciplina sulla qualifica dei manutentori antincendio, con scadenza prorogata al 25 settembre 2026, mira proprio a questo: garantire che impianti e sistemi siano gestiti da professionisti preparati, con attestazione pubblica e tracciabile attraverso il portale nazionale.

Conclusioni

Il Decreto Controlli rappresenta un passo in avanti per l’Italia verso una prevenzione antincendio più robusta e professionale. Tuttavia, i dati relativi ai controlli non possono essere sintetizzati con una semplice percentuale di “scopertura” come spesso circola informalmente: non esiste oggi una statistica ufficiale che quantifichi quante attività non siano controllate da oltre cinque anni. I numeri pubblici disponibili forniscono piuttosto un quadro delle istanze presentate e gestite, e testimoniano l’importanza delle procedure di SCIA e delle visite tecniche obbligatorie. Per migliorare la sicurezza reale, oltre alle misure normative, è cruciale promuovere una cultura della prevenzione e rafforzare il numero e la frequenza dei controlli, anche oltre le sole SCIA, con una sempre maggiore integrazione tra tecnici, istituzioni e cittadini.

Decreto Controlli Antincendio e il vero stato dei controlli in Italia

tre libri che esplorano in modo approfondito, critico e aggiornato i temi trattati nell’articolo sulla sicurezza antincendio, la gestione del rischio, la normativa e i controlli tecnici degli impianti, con particolare riferimento alla prevenzione antincendio, alla manutenzione e alle responsabilità tecniche:


📚 Libri consigliati


1) Guida pratica di prevenzione incendi per le attività a basso rischio

Coalberto Testa

📌 Perché leggerlo:
Un manuale operativo e aggiornato che affronta in modo concreto la valutazione del rischio incendio, la gestione della sicurezza antincendio, i controlli e la manutenzione secondo i Decreti Ministeriali del 1°, 2 e 3 settembre 2021. Questo testo è particolarmente utile per aziende, consulenti, responsabili della sicurezza e manutentori per comprendere come applicare correttamente la normativa vigente e impostare sistemi di gestione efficienti in attività a basso rischio, con esempi pratici e modelli di documentazione.

📌 Temi chiave: valutazione del rischio incendio, gestione della sicurezza, controlli periodici, manutenzione impianti antincendio, normative tecniche.


2) Guida normativa per il progettista antincendio. Commentario al Codice di Prevenzione Incendi

Simone Cappelletti

📌 Perché leggerlo:
Un’opera di riferimento essenziale per chi opera nell’ambito della prevenzione incendi e della sicurezza degli edifici. Questo commentario al Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015) e alle successive regole tecniche fornisce spiegazioni dettagliate, esempi applicativi e chiarimenti normativi indispensabili per progettisti, tecnici antincendio e professionisti della sicurezza. Permette di comprendere in profondità le regole tecniche di prevenzione, i requisiti di conformità e i criteri di controllo e manutenzione degli impianti. 📌 Temi chiave: Codice di prevenzione incendi, regole tecniche di progettazione, controlli e manutenzione, interpretazione normativa.

3) Nuovo manuale di prevenzione incendi

Claudio Giacalone

📌 Perché è rilevante
Un approccio sistemico e aggiornato alla prevenzione incendi. Il manuale affronta in modo integrato:

  • normativa vigente,
  • protezione passiva e attiva,
  • controlli, manutenzione e responsabilità,
  • gestione dell’emergenza e cultura della sicurezza.

È particolarmente utile per comprendere le criticità dei controlli periodici, il ruolo dei manutentori qualificati e le conseguenze pratiche di una prevenzione solo formale.

📌 Punto di forza
Rende evidente come gli incendi “annunciati” siano spesso il risultato di carenze organizzative, non di assenza di regole.

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