COP29 a Baku: nuove sfide nella lotta climatica globale
COP29 a Baku: nuove sfide nella lotta climatica globale
La COP29, la ventinovesima Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sul clima, si è aperta a Baku, Azerbaigian, in un contesto di sfide e incertezze globali. Con un’attenzione speciale ai finanziamenti per il clima, l’incontro ha raccolto circa 51.000 partecipanti, un numero inferiore rispetto all’edizione precedente. Questo calo di presenze è attribuibile non solo alle defezioni di importanti leader come Ursula von der Leyen, Olaf Scholz e Emmanuel Macron, ma anche all’incertezza geopolitica alimentata dalla rielezione di Donald Trump negli Stati Uniti.

La Conferenza delle Parti (COP) è il più importante forum internazionale per la diplomazia climatica. Ogni anno, i paesi firmatari della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) si riuniscono per discutere e negoziare azioni globali volte a limitare il riscaldamento globale. La COP29 di Baku, tuttavia, si svolge in un contesto di tensione per la possibilità di un ritiro imminente degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi. Il presidente rieletto Trump ha già promesso di firmare un ordine esecutivo per uscire dall’accordo il 20 gennaio 2025, giorno del suo insediamento alla Casa Bianca. Questo potenziale ritiro genera timori tra i negoziatori, poiché gli Stati Uniti rappresentano uno dei maggiori emettitori di gas serra a livello globale e il loro disimpegno potrebbe ridurre l’ambizione e la determinazione di altri paesi nel perseguire azioni concrete per il clima.
Uno degli obiettivi principali della COP29 è raggiungere un accordo sugli stanziamenti economici per sostenere i paesi vulnerabili, i quali sono spesso i più colpiti dagli effetti del cambiamento climatico, pur essendo responsabili di una minima parte delle emissioni globali. Attualmente, il fondo globale per il clima ammonta a 100 miliardi di dollari, ma questa cifra è considerata insufficiente a fronte delle crescenti sfide climatiche. L’obiettivo è incrementare il fondo, consentendo ai paesi meno sviluppati di adattarsi agli eventi meteorologici estremi e di implementare strategie di mitigazione.
Ralph Regenvanu, inviato speciale di Vanuatu per il cambiamento climatico, ha sottolineato l’importanza di mantenere alta l’ambizione per l’azione climatica globale. Regenvanu ha ribadito come il cambiamento climatico rappresenti un problema comune, non risolvibile senza una cooperazione internazionale strutturata. Tuttavia, l’assenza di molti leader tradizionalmente presenti alle COP e l’assenza del presidente uscente degli Stati Uniti, Joe Biden, rappresentano segnali di un impegno più debole rispetto agli anni precedenti.
Inoltre, il 2024 potrebbe rivelarsi l’anno più caldo mai registrato, con previsioni che stimano ulteriori rialzi delle temperature globali. Ciò conferisce ulteriore urgenza al dibattito di Baku, dove i negoziatori affrontano questioni complesse, come il finanziamento della transizione energetica, la protezione delle comunità vulnerabili e le azioni per ridurre le emissioni.
La COP29 si configura dunque come un momento cruciale per valutare se la comunità internazionale saprà fare fronte alle sfide poste dal cambiamento climatico o se sarà bloccata dalle resistenze politiche di alcuni paesi. La speranza è che, nonostante le defezioni e le difficoltà, l’incontro porti a un consenso sugli investimenti e sulle politiche necessarie per prevenire le conseguenze più catastrofiche del riscaldamento globale.
Tre libri in italiano, tra autori italiani e stranieri, che affrontano il tema della crisi climatica e delle politiche ambientali, tutti disponibili in traduzione o scritti in italiano:
- “La grande cecità. Il cambiamento climatico e l’impensabile” di Amitav Ghosh
Un saggio potente sul cambiamento climatico, scritto dallo scrittore indiano Amitav Ghosh, che analizza l’incapacità della letteratura, della politica e della società di affrontare la crisi climatica. Ghosh esplora il cambiamento climatico non solo come questione ecologica ma anche come un problema culturale e narrativo, sfidando l’umanità a guardare alla crisi da una nuova prospettiva. - “Il clima è già cambiato. 10 buone notizie sul cambiamento climatico” di Stefano Caserini
Un’opera che, pur trattando l’urgenza della crisi climatica, offre una prospettiva positiva, focalizzandosi su come le innovazioni e le azioni internazionali stiano producendo risultati concreti. Caserini, docente di Mitigazione dei Cambiamenti Climatici, analizza soluzioni, adattamenti e politiche per contrastare gli effetti del riscaldamento globale. - “Possiamo salvare il mondo prima di cena” di Jonathan Safran Foer
Con uno stile narrativo accessibile e coinvolgente, l’autore esplora l’impatto dell’industria alimentare e delle abitudini alimentari sul cambiamento climatico. Safran Foer propone azioni concrete che ognuno di noi può intraprendere per contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra, rendendo il tema del clima un problema quotidiano e personale.
Questi libri offrono sia un’analisi critica della crisi climatica che idee per azioni individuali e collettive, mirando a sensibilizzare e ispirare un cambiamento attivo.

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