Cambiamento climatico:Sovranismo politico e biologico, pericoli reali

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Cambiamento climatico:Sovranismo politico e biologico, pericoli reali

In un mondo sempre più interconnesso, il ritorno del sovranismo politico sembra una contraddizione. Mentre le sfide globali richiedono risposte comuni, c’è chi spinge per muri, chiusure, egoismi nazionali. Ma c’è un altro sovranismo, meno discusso e forse ancora più pericoloso: il sovranismo biologico. È l’idea – errata – che l’uomo possa dominare la natura senza conseguenze, ponendosi al vertice di una gerarchia immaginaria delle specie.

Cambiamento climatico:Sovranismo politico e biologico, pericoli reali

Ma in biologia, chi si isola soccombe. Non vince il più forte, ma chi sa cooperare. La sopravvivenza non è un’impresa solitaria: è il frutto di equilibri millenari tra specie e ambiente. Interromperli, come stiamo facendo, ha un costo altissimo.

Secondo le stime ONU, nel 2084 la popolazione mondiale toccherà i 10,3 miliardi di persone, per poi iniziare lentamente a calare. Ma la vera domanda è: quale sarà il prezzo di questa crescita? Quanta natura avremo sacrificato? Quante specie avranno pagato l’ingordigia dell’uomo?

Cambiamento climatico: tra negazionismo e responsabilità

C’è chi nega il cambiamento climatico, chi lo riduce a cicli naturali, chi invoca addirittura il “volere divino”. Intanto, gli effetti sono sempre più evidenti: incendi nell’Amazzonia, plastica nei mari, stagioni impazzite, zanzare in espansione, territori sempre più fragili.

In Italia, lo vediamo ogni giorno. Frane, alluvioni, consumo di suolo. Si continua a costruire dove non si dovrebbe, si invocano grandi opere discutibili, si dimentica che viviamo su un territorio geologicamente fragile. A questo si aggiunge un turismo spesso incontrollato, che consuma risorse invece di proteggerle.

Scelte quotidiane e soluzioni concrete

È vero: il singolo non può risolvere tutto. Ma ognuno può fare la propria parte. Scegliere prodotti locali, preferire mezzi non inquinanti, abitare in case ben coibentate, sono piccoli gesti che, moltiplicati per milioni di persone, fanno la differenza.

Serve però un cambio di passo a livello globale. Le conferenze sul clima spesso si perdono in buone intenzioni e pochi fatti. Intanto, il tempo stringe. Bisogna espandere le aree protette, puntare sulle energie rinnovabili, e finanziare la transizione ecologica con i profitti delle lobby fossili, non con le tasche dei cittadini.

Il ritorno silenzioso della foca monaca

Un esempio concreto di come la natura possa rispondere, se protetta, arriva dal nostro mare. Parliamo della foca monaca del Mediterraneo (Monachus monachus), una delle specie più minacciate al mondo. Può arrivare a 2,5 metri di lunghezza, 300 kg di peso, con un muso caratteristico e vibrisse lunghe.

Un tempo era presente in tutto il Mediterraneo, nel Mar Nero, sulle coste di Spagna, Portogallo, Marocco, fino alle Canarie. Oggi ne sopravvivono solo 600-700 esemplari, in piccole colonie sparse tra Grecia, Croazia, Turchia, Madera e Mauritania. Ma qualcosa sta cambiando.

Negli ultimi mesi, si sono moltiplicati gli avvistamenti in Italia. Il 25 aprile 2025 una foca è stata avvistata a Punta Campanella, nell’omonima Area Marina Protetta. Il 1º e 10 maggio, è stata vista a Capri, mentre nuotava accanto al porto di Marina Grande. Il 12 maggio, un esemplare si è fatto notare a Sant’Angelo, al largo di Ischia, intento a divorare una grossa murena. Il 2 luglio è apparsa al largo di Licosa, nel comune di Castellabate.

Un segnale di speranza. E un monito

Questi ritorni non sono casuali. La foca monaca torna dove trova mari più puliti, meno disturbati, più adatti alla vita. Sono segnali di speranza, ma anche un monito: se la natura trova spazio, lo occupa. Ma basta poco per farla fuggire di nuovo.

Proteggere questa e altre specie non è solo un gesto simbolico. È un modo per rinnovare il nostro rapporto con l’ambiente, per tornare a sentirci parte di un tutto, non padroni isolati.

Un futuro ancora possibile

Abbiamo ancora tempo per cambiare rotta. Possiamo scrivere una storia diversa, più equa, più solidale, più umana. Ma dobbiamo abbandonare la presunzione, smettere di credere che l’uomo sia al centro dell’universo. La resa non è un’opzione.

Il futuro si costruisce oggi, con scelte politiche coraggiose e comportamenti quotidiani coerenti. Il sovranismo, in tutte le sue forme, è una risposta vecchia a problemi nuovi. Solo collaborando, tra Paesi e specie, possiamo affrontare le sfide che ci attendono.

E forse, un giorno, la foca monaca non sarà più una rarità nei nostri mari, ma il simbolo di un mondo che ha imparato – finalmente – a convivere.

Cambiamento climatico:Sovranismo politico e biologico, pericoli reali

Tre Libri, in italiano, anche se originariamente scritti da autori stranieri, legati alla crisi ambientale, al cambiamento climatico e all’impatto dell’uomo sulla biosfera:


📘 1. La sesta estinzione. Una storia innaturale

Autrice: Elizabeth Kolbert
Editore: Neri Pozza
Anno edizione italiana: 2015
Titolo originale: The Sixth Extinction: An Unnatural History

Tema: Kolbert, giornalista del New Yorker e premio Pulitzer, affronta la storia delle cinque grandi estinzioni di massa del passato e dimostra come l’umanità sia diventata la causa principale della sesta estinzione, attualmente in corso. Il libro unisce reportage, scienza e riflessioni morali, ed è un punto di riferimento nel dibattito sulla biodiversità in pericolo.


📗 2. Ecocidio. Ascesa e caduta della cultura della natura

Autore: Franz Broswimmer
Editore: Eleuthera
Anno edizione italiana: 2003
Titolo originale: Ecocide: A Short History of the Mass Extinction of Species

Tema: Broswimmer esplora le radici storiche, economiche e politiche della distruzione ambientale di massa (ecocidio), legandola al modello capitalista e al colonialismo. Offre una panoramica sulle interconnessioni tra sistemi di potere e devastazione ecologica, e propone vie per un cambiamento radicale del nostro rapporto con la Terra.


📙 3. Prove tecniche di estinzione. Istruzioni per salvare il salvabile

Autore: Mario Tozzi
Editore: Mondadori
Anno: 2023

Tema: Il noto geologo e divulgatore scientifico italiano affronta la crisi ambientale in corso con uno stile accessibile ma documentato. Denuncia l’arroganza dell’uomo che crede di poter dominare il pianeta, suggerendo però anche soluzioni concrete per “salvare il salvabile”, dal livello individuale a quello globale. Un libro per chi cerca consapevolezza e strumenti d’azione.

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