Atto di acquisto immobile con rendita catastale proposta

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Atto di acquisto immobile con rendita catastale proposta

Acquisto immobile con rendita catastale proposta

La Cassazione con sentenza 3409 del 06 febbraio 2019 afferma che, all’atto di acquisto di un immobile abitativo la cui rendita catastale sia proposta(le dichiarazioni sono sottoscritte da uno dei soggetti che ha la titolarità di diritti reali sui beni denunciati e dal tecnico redattore degli atti grafici di cui sia prevista l’allegazione e contengono dati e notizie tali da consentire l’iscrizione in catasto con attribuzione di rendita catastale, senza visita di sopralluogo), al fine di calcolare il valore imponibile dell’imposta di registro su tale valore, è sufficiente che all’interno del contratto di compravendita compaia l’istanza ex art. 1 comma 497 Legge 266/2005.

A tal proposito si ricorda che tale comma recita che, in deroga alla disciplina di cui all’articolo 43 ex DPR 131/86:“per le sole cessioni fra persone fisiche che non agiscano nell’esercizio di attività commerciali, artisticheo professionali, aventi ad oggetto immobili ad uso abitativoe relative pertinenze, all’atto della cessione e su richiesta della parte acquirente resa al notaio, la base imponibile ai fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali è costituita dal valore dell’immobile determinato” partendo dalla base del valore catastale.

Tale sentenza è in contrasto con la n. 4055 del 12 febbraio 2019 che vuole, invece, la doppia istanza: l’una riportata più sopra e l’altra che dichiara di volersi avvalere di quanto previsto nel DM 701/1994.

Sebbene appaia logica la sentenza della Cassazione n. 3409 che ritiene sufficiente una sola istanza, si consiglia di avere la doppia istanza per essere certi di non incorrere in una contestazione della base imponibile ai fini del calcolo dell’imposta di registro.

Tutela degli acquirenti di immobili da costruire

La riforma del 2005 ha introdotto due importanti tutele per l’acquirente o il promissario acquirente che versa una caparra o firma un contratto preliminare per l’acquisto di un immobile in costruzione, il rilascio da parte del costruttore di una fidejussione per le somme ricevute (preliminare nullo in caso di assenza della stessa) e la contestuale sottoscrizione di una polizza assicurativa di durata decennale a tutela di eventuali danni attribuibili a difetti di costruzione.

Il Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale  14.02.2019, n. 38) ha introdotto alcuni elementi di novità che decorreranno dalla data del 16 marzo 2019;
in particolare:

a)L’atto preliminare di vendita dovrà avere la forma scritta dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata
(comma 388 D.Lgs. 14/19).

b)La fideiussione è rilasciata da una banca o da un’impresa esercente le assicurazioni.

c)La fideiussione può essere escussa: a decorrere dalla data in cui si è verificata la situazione di crisi; a decorrere
dalla data dell’attestazione del notaio di non aver ricevuto per la data del rogito la polizza assicurativa conforme
al decreto ministeriale del D.Lgs. n. 122 del 2005.

d)Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro della giustizia e con il Ministro dell’economia e delle finanze,da adottarsi entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore dellapresente disposizione, sono determinati il contenuto e le
caratteristichedella polizza di assicurazione e il relativo modello standard.

e)È nullo il preliminare di vendita privo della polizza assicurativa.

f)L’efficacia della fideiussione cessa nel momento in cui il fideiussore riceve dal costruttore o da un altro dei contraenti copia dell’atto di trasferimento della proprietà o di altro diritto reale di godimento sull’immobile.

Compensazione orizzontale del credito IVA

Il limite, oltre il quale la compensazione dei crediti IVA richiede l’apposizione del visto di conformità, è pari ad Euro 5.000. Pertanto, le compensazioni orizzontali,  eseguite mediante modello F24, relativamente ai crediti IVA annuali o relativi a periodi inferiori, che superino i 5.000 Euro, possono essere effettuate dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito emerge.Solo le compensazioni di importi inferiori ad Euro 5.000 annui sono possibili dal primo giorno del periodo successivo a quello cui la dichiarazione o la denuncia periodica si riferisce.

Per il rimborso del credito IVA, la soglia oltre la quale è necessario il visto è pari ad Euro 30.000.
Per le start up innovative il limite sale ad Euro 50.000

Confcommercio Campania
Circolare Fiscale 2 – 2019