Addio Abenomics: il Giappone svolta sulla politica monetaria

Addio Abenomics: il Giappone svolta sulla politica monetaria

Il Giappone ha annunciato la fine del “Programma di allentamento quantitativo e tasso d’interesse negativo”, noto come Abenomics, dopo un decennio di sperimentazione.

 L’esperimento, avviato nel 2013 sotto l’amministrazione del Primo Ministro Shinzo Abe, aveva l’obiettivo di stimolare l’economia giapponese stagnante attraverso l’acquisto massiccio di asset da parte della Banca del Giappone e tassi d’interesse negativi.

I risultati:

    L’Abenomics ha avuto un effetto positivo iniziale sull’economia giapponese, con un aumento del PIL e del mercato azionario.

    Tuttavia, non è riuscito a raggiungere l’obiettivo di inflazione del 2% e la crescita economica è rimasta modesta.

    Negli ultimi anni, le preoccupazioni per gli effetti collaterali dell’Abenomics, come l’aumento del debito pubblico e la distorsione dei mercati finanziari, sono cresciute.

Le ragioni della fine:

    Cambiamento di leadership: il nuovo Primo Ministro Fumio Kishida ha espresso la sua perplessità sull’Abenomics.

    Pressione dei mercati finanziari: la Banca del Giappone ha dovuto affrontare crescenti difficoltà nel mantenere il controllo della curva dei rendimenti.

    Effetti collaterali: l’aumento del debito pubblico e la distorsione dei mercati finanziari sono diventati motivo di preoccupazione.

Le implicazioni:

    La fine dell’Abenomics rappresenta una svolta importante per la politica economica giapponese.

    Il futuro dell’economia giapponese è incerto, con il rischio di una recessione.

    La Banca del Giappone dovrà trovare nuove strategie per gestire l’economia.

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