8 gennaio 2024 ex ILVA Mittal rompe con il governo

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Il 8 gennaio 2024, il governo italiano e ArcelorMittal hanno tenuto un incontro a Palazzo Chigi per discutere del futuro dell’ex Ilva di Taranto. Il governo ha proposto ad ArcelorMittal di sottoscrivere un aumento di capitale da 320 milioni di euro, con la contestuale salita al 66% della partecipazione statale nell’azienda. Tuttavia, ArcelorMittal ha rifiutato la proposta, dichiarandosi disponibile a rimanere socio di minoranza solo se il governo avesse fornito ulteriori garanzie sul futuro dell’azienda.

Il rifiuto di ArcelorMittal ha portato alla rottura delle trattative e al ritorno del governo alla piena proprietà dell’ex Ilva. Il governo ha incaricato Invitalia, la società di partecipazioni statali, di assumere le decisioni conseguenti, attraverso il proprio team legale.

La rottura tra governo e ArcelorMittal è una notizia di grande rilevanza per il futuro dell’ex Ilva e per l’industria siderurgica italiana. L’azienda è infatti uno dei maggiori produttori di acciaio in Italia e in Europa, e la sua chiusura avrebbe un impatto significativo sull’economia del Paese.

Le conseguenze della rottura tra governo e ArcelorMittal sono ancora incerte. È possibile che il governo decida di vendere l’ex Ilva a un altro operatore, ma è anche possibile che decida di investire direttamente nell’azienda per rilanciarla.

In ogni caso, la rottura tra governo e ArcelorMittal è un segnale della difficoltà di trovare un accordo per la ricapitalizzazione dell’ex Ilva. L’azienda è infatti un’impresa complessa e problematica, con un passato di gravi inefficienze e contaminazioni ambientali. Il futuro dell’ex Ilva è quindi incerto e dipenderà da una serie di fattori, tra cui le condizioni economiche, le politiche industriali del governo e la disponibilità di investitori privati.