2024 Banca d’Italia l’economia italiana in calo rispetto alle previsioni

Secondo il Bollettino economico della Banca d’Italia n. 1/2024, pubblicato il 27 gennaio 2024, l’economia italiana crescerà dello 0,6% nel 2024, in calo rispetto allo 0,7% previsto a dicembre 2023. La crescita sarà trainata dalla domanda interna, che beneficerà del miglioramento della fiducia dei consumatori e delle imprese. Tuttavia, le prospettive di crescita sono minacciate da una serie di fattori, tra cui l’aumento dell’inflazione, la guerra in Ucraina e il rischio di una recessione negli Stati Uniti.

Nel 2025 e nel 2026, la crescita è prevista rispettivamente all’1,1% e all’1,2%. La crescita sarà sostenuta dalla ripresa dell’economia globale e dalla graduale normalizzazione della situazione geopolitica.

I rischi per la crescita sono ancora elevati e, in caso di peggioramento della situazione geopolitica o di un’inflazione più persistente, le prospettive di crescita potrebbero deteriorarsi ulteriormente.

I fattori che sostengono la crescita dell’economia italiana nel 2024 sono:

  • Il miglioramento della fiducia dei consumatori e delle imprese, che si riflette in un aumento della spesa per consumi e investimenti.
  • Il graduale ritorno alla normalità delle attività produttive, che ha consentito di ridurre le interruzioni delle catene di approvvigionamento.
  • L’aumento dei trasferimenti pubblici, che ha sostenuto la domanda interna

I fattori che minacciano la crescita dell’economia italiana nel 2024 sono:

  • L’aumento dell’inflazione, che erode il potere d’acquisto dei consumatori e riduce la propensione a spendere.
  • La guerra in Ucraina, che sta pesando sull’economia globale e sta causando un aumento dei prezzi delle materie prime.
  • Il rischio di una recessione negli Stati Uniti, dove emergono alcuni segnali di indebolimento dell’attività economica che potrebbe avere un impatto negativo sull’economia italiana.

In conclusione, l’economia italiana è attesa crescere dello 0,6% nel 2024, in calo rispetto allo 0,7% previsto a dicembre 2023.

La crescita sarà trainata dalla domanda interna, ma sarà minacciata dall’aumento dell’inflazione, dalla guerra in Ucraina, le tensioni in Mar Rosso e dal rischio di una recessione negli Stati Uniti.

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