Vertice tra Juncker e May: accordo fatto sulla Brexit

Vertice tra Juncker e May: accordo fatto sulla Brexit

Una trattativa affannosa, che si è svolta per tutta la notte a Bruxelles e che alla fine ha portato all’accordo sulla uscita della Gran Bretagna dalla Ue.

“E’ stato un accordo difficile – ha annunciato Jean Claude Juncker, questa mattina alle 7, emergendo dalla faticosa trattativa notturna, ma ora abbiamo un primo dato di fatto.

Sono soddisfatto dell’accordo che ritengo equo e che abbiamo raggiunto con la Gran Bretagna” ha concluso Juncker.

Theresa May ha telefonato ad Arlene Foster, il leader del DUP, fino a tarda notte di giovedì per ottenere l’accordo di proseguire i colloqui sulla Brexit.

I consiglieri senior hanno svelato i dettagli finali nelle prime ore del venerdì, con il primo ministro che ha dormito solo per due ore prima di lasciare Downing Street alle 3.30 del mattino per un viaggio in macchina fino a RAF Northolt per prendere il breve volo per Bruxelles.

Dopo aver fatto colazione con David Davis, il segretario della Brexit, e Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, l’accordo è stato fatto.

“E’ stata una lunga notte”, ha detto il suo portavoce. Il testo continuava a cambiare fino a a quando alla fine della trattativa è stato firmato un documento finale di 15 pagine che dovrà essere approvato, ma si tratta di una formalità, dai 27 paesi europei, nel summit previsto per la prossima settimana.

Il lavoro è stato implacabile nelle ultime 48 ore, hanno detto i funzionari. “Il primo ministro ha avuto una giornata difficile ieri.

C’era molto lavoro da fare, molte conversazioni da fare “, ha detto il suo portavoce. “Siamo contenti che siamo arrivati al punto in cui siamo stamattina.”

E’ stata anche fissata la data ufficiale della Brexit che avverrà a marzo del 2019.

Insomma, nonostante l’accordo raggiunto c’è ancora tanto “tempo davanti” ha commentato Juncker, esprimendo il suo rammarico per l’uscita della UK dalla UE.

Theresa May aveva inizialmente offerto 20 miliardi, ma poi ha ceduto assicurando che onorerà tutti gli impegni, non con un assegno unico ma nel corso del tempo, con una cifra che alla fine sarà intorno ai 40-45 miliardi di euro (35-39 miliardi di sterline).

I cittadini europei, oltre 3 milioni, che vivono in Gran Bretagna residenti nel Regno avranno un trattamento speciale che in futuro garantirà loro “gli stessi diritti” di cui godono oggi.

Le procedure per restare “saranno facili ed economiche”, ma alla fine la giurisdizione per regolare i casi singoli dovrebbe essere quella inglese che però dovrà tenere in conto le sentenze della Corte di giustizia europea.

Londra ha rifiutato di far restare l’Irlanda del Nord nel mercato interno e nell’Unione doganale.

Nessuna frontiera fisica in Irlanda.

Si è lavorato fino all’ultimo a una soluzione di compromesso, saltata lunedì scorso, che prevedeva un allineamento volontario di Belfast alle regole Ue, pur restando di fatto fuori dall’Unione.

Se non emergeranno soluzioni alternative nei prossimi mesi, il resto del Regno Unito adotterà la stessa normativa dell’Irlanda del Nord, dunque evitando per Belfast un regime separato che la avvicini simbolicamente alla riunificazione con Dublino.